MATTEO PANICHI

(preparatore atletico)

 

 

nato a: Firenze

il: 26/09/1972

Stagioni in Virtus: 2021/22

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LO STAFF TECNICO DI VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA 2021/2022

tratto da www.virtus.it - 07/07/2021

 

Virtus Pallacanestro Bologna S.p.A. comunica che, dopo l’arrivo del nuovo head coach bianconero Sergio Scariolo, è stata definita anche l’organizzazione del suo staff tecnico, questa la nuova composizione: gli assistenti Andrija Gavrilovic, vice allenatore delle V Nere tra il 2003 e il 2006, e Andrea Diana, capo allenatore a Brescia dal 2014 al 2019. Due volti nuovi nello staff bianconero ma anche due conferme. La prima è quella di Cristian Fedrigo, una presenza fissa nella Virtus dal 2008, la seconda quella di Mattia Largo, ormai da diciotto stagioni con la V sul petto tra giovanili e prima squadra.

Novità per quanto riguarda il preparatore atletico che sarà Matteo Panichi. Terminata la carriera da giocatore (2 scudetti, di cui uno con la Virtus nella stagione 97/98), Matteo ha iniziato in maniera altrettanto brillante quella da trainer. In Nazionale dal 2010, farà parte della spedizione olimpica azzurra che partirà alla volta di Tokyo. Collaborerà con lui il confermato Emanuele Tibiletti, giunto alla sua quarta stagione in bianconero.

PANICHI: LE OLIMPIADI SONO UN SOGNO

tratto da bolognabasket.it - 13/07/2021

 

Matteo Panichi, fresco di firma con la Virtus come prepratore fisico per la prossima stagione, farà parte della spedizione azzurra alle Olimpiadi di Tokyio: “Un sogno. Oltretutto è la prima volta per me. il suo commento al Carlino Pesaro.

PANICHI: E’ STATA UN’OLIMPIADE MERAVIGLIOSA. ORA SONO CONTENTO DI RITROVARE SERGIO SCARIOLO

tratto da bolognabasket.it - 10/08/2021
 

Matteo Panichi, preparatore della Nazionale italiana e della Virtus, è stato intervistato da Camilla Cataldo sul Corriere Adriatico.

Un estratto delle sue parole.

Nessuno avrebbe pensato che saremmo riusciti ad arrivarci, a Tokyo e abbiamo visto quanto fosse duro il Preolimpico ma noi, dentro, ci credevamo veramente. Era un obiettivo e non un sogno ed è stata un’Olimpiade meravigliosa. Dopo l’ultima gara con la Francia, ai quarti, in spogliatoio c’era un’aria triste. Abbiamo capito che siamo arrivati a un passo da qualcosa di storico. Le uniche squadre che ci hanno battuto sono quelle che hanno vinto l’argento e il bronzo e siamo rimasti attaccati nel risultato. C’è un filo di rammarico.
L’atmosfera? Noi e gli atleti italiani degli altri sport eravamo nello stesso palazzo e c’era un clima di condivisione. Si riusciva a festeggiare insieme le medaglie, i successi, ci si aspettava al villaggio. C’era estrema unione, senza nessun atteggiamento da star. Abbiamo visto in tv le finali di Tamberi e Jacobs con altri dell’atletica e non solo, facendo un tifo sfrenato da stadio. Alcuni come Pajola li hanno aspettati al ritorno per abbracciarli. Sembrava una squadra unica e tutti si sono caricati. Sentivamo una grande spinta anche da casa.
Pajola e Polonara? Sono andati benissimo, come tutti. Sono due dei tanti che hanno dimostrato maturità, dedizione e lo spirito giusto. Sono pilastri della Nazionale.
A novembre si ricomincia. Avremo le qualificazioni ai Mondiali del 2023. Saremo impegnati anche a febbraio e in estate a ridosso degli Europei.
La Virtus è la grande favorita con Milano. Anche l’anno scorso si è visto che di squadre che fanno bene ce ne sono, Venezia, Brindisi, Sassari… Sono contento di ritrovare Sergio Scariolo dopo tanti anni, è stato quello che mi portò a Pesaro da ragazzo, a 16 anni. Mi fece un provino per la Scavolini e mi volle. Sono molto legato a lui.

 

NELLE MANI DI MATTEO

Panichi torna da preparatore atletico
di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 18/08/2021

 

Matteo Panichi arrivò nel gennaio 1998 e la Virtus rilevò il contratto che Matteo aveva con la Montana Forlì da cui proveniva; due anni, quello in corso e il successivo. Panichi giunse per colmare il vuoto lasciato da Dimitris Papanikolau. La vicenda legata al talento greco si trascinava dall'estate precedente: richiestissimo dalla Kinder ma l'Olympiakos fece di tutto per non farlo giocare nella Virtus. Il ragazzo firmò con Bologna, passò anche molti mesi alle V nere, ma giocò solo uno scrimmage contro Imola il 14 agosto. Poi all'inizio del 1998 Papanikolau fu convinto dall'Olympiakos a tornare in Grecia e la Virtus si trovò con una casella vuota, che aveva sperato di riempire con il talentuoso Dimitris. E così giunse alla palestra dell'Arcoveggio Panichi, anche se fuori dai termini per giocare in Eurolega, quindi nella sua prima stagione lo si vide solo nelle manifestazioni nazionali, serie A1 e Coppa Italia. La sua prima gara la disputò il 25 gennaio a Pistoia, la seconda tre giorni dopo a Siena, due vittorie in terra toscana per iniziare la sua avventura in campionato con le V nere. Il debutto casalingo avvenne in occasione della Final Four di Coppa Italia a Casalecchio e fu subito ad alto livello emotivo: il derby di semifinale contro la Fortitudo e non andò bene, lanciando la Teamsystem verso la conquista della coppa. Bologna non perdona e subito vennero fatti accostamenti ironici tra l'arrivo di Matteo e il primo trofeo vinto dai biancoblù nella loro storia. Il ragazzo non si perse d'animo e arrivarono anche i primi punti, sei, li mise a segno il 10 febbraio nel recupero contro la Viola Reggio Calabria. Altri tre li segnò nell'ultima gara della stagione regolare contro Cantù il 29 marzo, che consegnò alla Kinder il primo posto al termine della prima fase, un traguardo, si sa, abbastanza effimero. Molto più consistente il successo che le V nere ottennero meno di un mese dopo a Barcellona: la conquista dell'Eurolega, la prima per la gloriosa Virtus, ma come detto, in quell'occasione Matteo poté solo tifare. Ma ora c'erano i playoff da affrontare. Nei quarti di finale, in gara tre, quella dove la Virtus viene festeggiata subito dopo la conquista europea, s'infortuna Savic, e così in gara quattro, quella della qualificazione al turno successivo con i 47 punti di Danilovic, c'è Panichi. In gara uno di semifinale, con il rientro di Savic, Matteo è di nuovo escluso, ma Sasha s'infortuna e così Panichi è in formazione nelle altre tre gare contro Varese. Qui finisce il campionato di Matteo, perché poi in finale contro la F non trova più spazio, ma gioisce con i compagni per la conquista dello scudetto, un pezzetto del quale è anche suo. Quindici presenze e nove punti in campionato più la gara di Coppa Italia nella sua prima annata in bianconero. La stagione successiva, sua e della Kinder, inizia con la sconfitta in Supercoppa ancora contro la Fortitudo. Alla quarta di campionato, nella vittoria contro Milano, segna sei punti ed eguaglia il suo record di punti nella Virtus, alla decima lo migliora, segnandone otto a Faenza contro Imola. In questa stagione anche l'esordio in Eurolega, il 24 settembre 1998, contro l'Olympiakos, che per Matteo aveva un certo significato. Il suo maggiore bottino in questa manifestazione lo ottenne contro Samara, sei punti. Ebbe la soddisfazione di essere nei dieci nelle gare della Final Four, dalla quale la Virtus tornò vice campione, dopo aver battuto la Fortitudo e perso contro lo Zalgiris. Prima, però, in gennaio, Matteo e la Virtus avevano conquistato la Coppa Italia nella final four di Casalecchio. Questa seconda annata si concluse con 22 punti in 22 gare di campionato, 21 punti in 18 partite di Eurolega e nessun punto a referto nella sfida di Supercoppa e nelle quattro gare di Coppa Italia. In totale, dopo due stagioni in bianconero, 49 punti in 64 presenze, con ben due trofei conquistati, una Coppa Italia e uno scudetto, più un secondo posto in Eurolega. Ora Panichi, dopo più di vent'anni, torna nelle vesti di preparatore atletico. Bentornato Matteo.

PANICHI: TORNARE IN VIRTUS E’ UN’EMOZIONE. E RICOPRIRE IL RUOLO DEL PROF. GRANDI UNA RESPONSABILITA’

tratto da bolognabasket.it - 27/08/2021

 

ncredibile. Quelle furono due stagioni clamorose, l’Eurolega a Barcellona, lo scudetto del tiro da quattro, anni indimenticabili. Ricoprire il ruolo che è stato del professor Grandi, persona alla quale ero legatissimo, ha un significato ulteriore. Lui mi ha aiutato tanto, aveva un carisma clamoroso, essere qua e fare quello che ha fatto lui è una grande responsabilità.

Che struttura ha trovato? Ottima, e soprattutto c’è la voglia di migliorarla sempre di più, una spinta a fare meglio. L’impostazione generale voluta dal club, dalla dirigenza e dall’allenatore è quella di predisporre un’organizzazione al servizio dei giocatori. Stiamo mettendo insieme i pezzi per far partire l’ingranaggio.

La squadra come sta? Sono molto contento di come l’ho trovata. Chiaramente ci sono situazioni diverse, veterani e giovani. Il livello di partenza è più che soddisfacente.

Udoh viene da una stagione scorsa con poche partite. È un veterano, abbiamo avuto attenzione nel rimetterlo in movimento ma fisicamente è integro oltre a essere un professionista di altissimo livello che conosce il suo corpo ed è abituato a lavorare. Riusciamo a condividere i contenuti individuali assieme a lui.

L’obiettivo del ritiro. Portare la squadra a un livello omogeneo di condizione per supportare il lavoro tecnico delle prossime settimane. Si imposta una base di lavoro che continuerà per tutto l’anno, non è più come una volta quando si pensava a mettere benzina in quindici giorni perché durasse tutta la stagione.