LUCA BARALDI

Baraldi con Zanetti (foto tratta da bolognabasket.it)

Nato a: Modena

il: 07/09/1960

Stagioni in Virtus: 2016-17 - 2017/18 - 2018/19  - 2019/20

 

VIRTUS, IL NUOVO CDA. BARALDI: È NATA LA NUOVA VIRTUS

tratto da bolognabasket.it - 23/03/2017

 

Il nuovo CDA della Virtus si è insediato ed è operativo da ieri. Confermati il presidente Alberto Bucci e l’amministratore delegato Loredano Vecchi, gli ingressi eccellenti sono stati – come previsto – quelli di Claudio Albertini e Luca Baraldi. Albertini rappresenta il mondo cooperativo che oltre a collaborare con la Virtus per la questione Arco Campus è entrato direttamente in società attraverso Parfinco SPA, Baraldi è l’uomo di fiducia di Massimo Zanetti, che oggi controlla il 47% della società bianconera. Se si troverà un altro socio che verserà i 330mila euro rimasti disponibili nell’aumento di capitale, la quota di Zanetti diventerà del 40%, come originariamente previsto. Si era diffusa la voce che questo socio mancante potesse essere Camst, ma la società di ristorazione ha smentito attraverso un comunicato stampa – riportato da Repubblica – ogni possibile acquisto di quote Virtus, pur ribadendo la sua vicinanza alla società bianconera attraverso la Fondazione di cui è socia fondatrice.

Luca Baraldi ha rilasciato alcune dichiarazioni a Corriere di Bologna, Repubblica e Stadio. Eccone una sintesi: E’ nata la nuova Virtus. Dobbiamo continuare a giocare divertendoci. Siamo primi, significa che abbiamo dei valori. Se centreremo la promozione saremo felicissimi, altrimenti ci riproveremo l’anno prossimo.
Sull’aumento di capitale ancora aperto: La porta è aperta per chi vuole partecipare alla nuova vita della Virtus.
Sull’ingresso di Claudio Albertini in CDA: E’ una richiesta che gli ho fatto personalmente io. Ho avuto modo di apprezzare il suo lavoro in Fondazione, è una persona di grande competenza; che vuole molto bene alla Virtus, la sua esperienza sarà utile nel progetto futuro. E lo ringrazio di aver accettato.
Sul mercato: Le ambizioni sono chiare ma non faremo pressioni a nessuno, se lo staff tecnico riterrà di comprare un giocatore noi lo accontenteremo, siamo solo pronti a dire che faremo quanto possibile per raggiungere i risultati migliori.

La parola ultima su un eventuale ricorso al mercato quindi sarà di Alessandro Ramagli e del suo staff. Il coach bianconero – ieri – ha dichiarato di essere contentissimo del suo gruppo di 12 giocatori e di non pensare a nessun nuovo innesto.

LUCA BARALDI: "UN SUCCESSO STREPITOSO, IL PALADOZZA PIENO CI DARÀ UNA SPINTA INCREDIBILE"

tratto da bolognabaswket.it - 12/09/2017

 

Dopo il sold-out della campagna abbonamenti Virtus (il numero preciso non è stato comunicato, ma il totale dovrebbe aggirarsi sui 5100) le parole di Luca Baraldi a Corriere di Bologna e Stadio. Un successo strepitoso, ringraziamo tutti i tifosi. La gente ha evidentemente gradito come proprietà e staff tecnico si sono mossi. Avere il PalaDozza Pieno in ogni partita ci darà una spinta incredibile. Il dottor Zanetti è molto, molto contento.
La squadra sta lavorando bene. Inutile guardare i risultati del precampionato, sono stato a Olbia la scorsa settimana e ho avuto la sensazione di uno spogliatoio che sta nascendo bene. Merito di Ramagli e del gruppo di lavoro con Trovato e D’Orta, stanno costituendo una chimica positiva, i “vecchi” aiutano i nuovi a integrarsi, in un contesto tecnico ovviamente superiore. Mi hanno fatto un’ottima impressione. Poi non credo che il rientro di Gentile in gruppo tarderà molto, e Aradori quando rientrerà completerà il quadro.

BARALDI: "PARTIAMO CON PAZIENZA, UMILTÀ E REALISMO. IL RILANCIO DELLA VIRTUS NON SI FERMERÀ QUI   

tratto da bolognabaswket.it - 27/09/2017

 

Luca Baraldi è stato intervistato da Walter Fuochi su Repubblica.
Ecco un estratto delle parole del membro del CDA Virtus.

Sugli obiettivi della stagione. Nelle prime otto, obiettivo dichiarato. E lì, serenamente e senza ansie, a provare a giocarcela con tutte.
Da “Virtus” o da neopromossa? Tutte e due, se posso. Perchè l’orgoglio dell’identità non deve mai venire meno. Ma anche la consapevolezza di essere neofiti, ultimi arrivati, reduci da un anno di purgatorio. Con un percorso chiaro in testa, ma solo all’inizio di quel percorso.

La società sta evolvendo verso la proprietà unica? E’ innegabile che nell’ultimo anno il dottor Zanetti sia stato il punto di riferimento prioritario del club e che i risultati che tanto l’hanno soddisfatto debbano parecchio a impulsi suoi. Detto ciò, la Fondazione ha svolto un ruolo chiave, ma per sua natura non potrà restare al passo di questo progetto, diluendo il proprio capitale. E il movimento cooperativo ci ha manifestato l’interesse a restare, ma non più da attore principale. La prospettiva è quella che lei ha indicato. Credo che il dottor Zanetti abbia tutte le capacità imprenditoriali e essere la stella polare della Virtus.

Sul CDA di lunedì sera. Intanto abbiamo approvato il bilancio, andato in rosso per il mezzo milione di euro previsto a budget. Poi è stato ribadito di andare avanti con questa impostazione manageriale: Bucci, Trovato e Ramagli all’area tecnica, e in quella gestionale un peso maggiore di Segafredo. Vogliamo una società forte, professionale. Che sia parallela alla squadra, ma anche pronta a intersecarsi. Se un po’ conosco lo sport, una società solida vale qualche punto in classifica.
L’AD? Non ci sarà, avendo ritenuto non necessario rimpiazzare Loredano Vecchi, che è uscito. Avrà deleghe operative totali il vicepresidente Sermasi, allargheremo il nostro contributo, assolutamente gratuito, io e Albertini. La catena corta funziona. Pochi, determinati, coesi, con competenze forti. Inserire altre persone non serviva. Intanto, siamo felici di aver aggiunto da ieri uno sponsor prestigioso come Umberto Cesari.

Si è discusso anche del possibile ingaggio del “4”. Sì certo, dando a Bucci mandato di avanzare la propria richiesta. E’ lui il dominus della parte tecnica, la società gli ha esposto totale appoggio. Ora si parte, l’allenatore valuterà le forze che ha e la loro disponibilità, poi in breve decideremo come agire. Credo che questo gruppo sia già formato da grandi giocatori, ora ne va pesata la volontà di diventare una squadra, di farci vedere una voglia di vincere che in precampionato s’è vista sì e no. Perchè quel che conta resta vincere.

Sul rischio affollamento, con dieci possibili titolari. La preoccupazione esiste, valuterà il coach, col supporto dell’area tecnica e anche del club. Ramagli si è dimostrato lo scorso anno un bravo gestore delle risorse umane. Dovrà fare scelte. Accontentare tanti, scontentare qualcuno. Ma solo così si diventa squadra. E se qualcuno non sarà felice, dovrà solo alzare la mano e troverà una società pronta ad ascoltarlo.

Sull’aspettarsi 5000 abbonati. Sinceramente no. Una splendida sorpresa.
Incasso? Un milione e sei lordi, anche praticando qualche aumento e volendo ora ringraziare chi ha capito lo sforzo del club e l’ha accettato. L’entusiasmo ci conforta, se non diventerà esagerata euforia. Stiamo coi piedi per terra, tutti convinti che il rilancio della Virtus non si fermerà qui, ma che nulla si fa in un giorno. Chiediamo pazienza, umiltà, realismo.
Il club avrà questa pazienza? Dovrà averla. Noi per primi non agire da tifosi, ma da uomini d’azienda.

Su dove arrivare in futuro. Alla finale scudetto. Diciamo, in tre anni, molto competitivi sia in Italia che in Europa. Ma a divertirci inizieremo presto.

 

BARALDI: "LA VOLONTÀ DEL MERCATO C'È, MA SENZA BUTTARE SOLDI. SIAMO IN LINEA CON GLI OBIETTIVI E L'ANNO PROSSIMO CRESCEREMO"

tratto da bolognabasket.it - 09/03/2018

 

Luca Baraldi è stato intervistato da Walter Fuochi su Repubblica.
Ecco un estratto delle sue parole.

L’area tecnica, per bocca di Valeriano D’Orta, ha fatto sapere di aver individuato almeno tre possibili rinforzai. Ho in mano la relazione dell’aria tecnica. Cinque nomi. Poi ce n’è pure uno che, un’ora dopo averla ricevuta, ha firmato altrove…
Era Maciulis? Niente nomi, e poi su tutti si può trattare. Ma la società può decidere, appunto, che trattative avviare. Per uomini determinati, a prezzi determinati. Vengano con proposte concrete e il CDA deciderà. Il mandato di sondare il mercato esce dalla società, dunque una volontà c’è. Per una spesa calibrata e non per soldi buttati via. Parlo per la Segafredo: non ci siamo abituati, né per stile né per rispetto dovuto a migliaia di dipendenti. Poi, restiamo solo il 40% della proprietà, e ascolteremo anche gli altri.
Un uomo in più serve? Mi dicono di sì. Poi ho sentito, proprio da D’Orta, che lui è titubante sul raggiungimento dei playoff. Allora sono io a farmi delle domande. Un budget da 4 milioni di euro di stipendi è da playoff, senza titubanze. Se così non è, qualche scelta è stata sbagliata.
Io non sono un intenditore di basket, ma siamo sesti, usciamo da due partite perse incredibilmente, specie a Venezia, e dunque sono fiducioso che la squadra valga le prime otto. Era l’obiettivo dichiarato, siamo in linea.

Obiettivo Europa per l’anno prossimo? Confermo. Vogliamo l’Europa.
Domenica si parlerà di wild card con CEO della Champions League, Patrick Cominos? C’è stato prospettato un incontro, intuisco che il tema sarà quello. La Champions ci onora e ci interessa.
Non sarebbe meglio conquistare la coppa sul campo? Sono d’accordo che esistano strade maestre. Ma se posso avere un salvagente, da dirigente lo piglio.

Obiettivi per l’anno prossimo? Proveremo a salire un altro po’. A costruire una squadra cercando di essere più bravi nella scelta dei giocatori. Il dottor Zanetti parlò di scudetto in 5 anni, ne resterebbero 4. Magari al prossimo giro, entrare nelle quattro. Ma facendo passi misurati e giusti. Perchè se il basket diventa come il calcio, noi a buttare soldi non ci stiamo. E ci fa piacere che i soci ci seguano, coop in testa, e ne ringrazio il dottor Albertini, e la Fondazione. Vorrei pure ricordare che il dottor Zanetti non ha lesinato iniezioni di denari, da maggior azionista nell’aumento di capitale varato, ma anche da main sponsor con apporti significativi.

Quale governance? Per parte nostra, è noto che Segafredo non voglia e anche non possa valicare il 40%. Le coop ci manifestano da tempo di voler ridurre l’impegno, anche se resteranno. Ci vorrebbe un nuovo socio da 15-20%.
Già individuato? No, all’oggi. Un imprenditore della città, capace di unire investimento e passione sarebbe l’ideale. In queste imprese il sentimento è basilare.

La questione Casalecchio? Con Claudio Sabatini permangono rapporti commerciali. Ci siamo parlati sull’eventualità di partite che lascino fuori troppi tifosi. Per domenica contro Milano, per dire, tremila biglietti in più li avremmo venduti. Casalecchio è un’idea, ma la nostra casa resta il PalaDozza.

 

FINAL 4 AD ANVERSA, RESA DELLA VIRTUS. BARALDI: «IL PALADOZZA NON È IDONEO
E L’IMPIANTO INCIDE SUI CONTI DEL CLUB»

La società e il palasport: «La capienza è un limite, il contenitore è fondamentale. Ne costruiamo uno nuovo? Noi facciamo il caffè, ma saremmo di certo coinvolti»
di Luca Aquino - corrieredibologna.corriere.it - 05/04/2019

 

Luca Baraldi, la Final Four era un obiettivo stagionale: missione compiuta. 
«La squadra ha dato la risposta che speravamo. Dopo la sconfitta di Sassari c’era preoccupazione, ma allo stesso tempo sapevamo chi è la nostra guida tecnica e di cosa sono capaci i nostri giocatori. Abbiamo fatto degli scivoloni, è vero, ma siamo anche quelli che hanno battuto Milano alla Final Eight di Coppa Italia. Va detto bravo a chi ha lavorato con la squadra, da Djordjevic e il suo staff a Paolo Ronci, che dopo Sassari hanno dedicato poche ore al sonno e molte al lavoro per fornire la motivazioni giuste ai nostri giocatori. Poi c’è stata una gradita sorpresa».

Quale?
«L’apporto così determinato e determinante dei nostri tifosi. Ci sono stati al fianco tutta la stagione, mercoledì mi ha impressionato la forza, il calore e la determinazione con la quale ci hanno spinto a ondate durante la partita. Se siamo alla Final Four un pezzo di merito lo hanno sicuramente loro».

La Final Four, però, se la godranno lontano da Bologna. Quasi sicuramente ad Anversa, nella mega arena polivalente da 23 mila posti della città belga.
«In Italia, fuori da Bologna, lo escludo. Il PalaDozza è l’unica struttura disponibile in città, ma non ha una capienza idonea».

Il tema della mancanza di un impianto all’altezza delle ambizioni del club è sempre più attuale? 
«Stiamo mettendo a nudo un nervo scoperto che ha un impatto non positivo sui conti di una società. La Unipol Arena è un contenitore di eventi di livello internazionale e ha giustamente molte date occupate. Un palazzo da 5 mila posti poteva andare bene una volta, il PalaDozza è una bomboniera e un gioiello unico, una forza per la Virtus ma anche un limite. Il mondo del basket basa i propri ricavi su due fonti: sponsor e botteghino. Non esistono diritti tv o valore del cartellino come nel calcio. Il contenitore è quindi fondamentale per sviluppare ricavi, l’assenza è in prospettiva un grosso limite per lo sviluppo del basket ad altissimo livello».

Insomma, servirebbe un nuovo impianto? 
«Abbiamo girato tutta Europa e visto palasport da 8 a 15 mila posti. È un tema sul quale Bologna deve confrontarsi, noi stiamo già sostenendo la società sportiva. Come abbiamo sempre detto, in prospettiva la possibilità di un nuovo contenitore è presa in considerazione, ma oggi è un’ipotesi molto in divenire».

Lo costruireste voi? 
«Noi non facciamo i costruttori, noi facciamo caffè. Se trovassimo partnership importanti potremmo anche noi esserne coinvolti, ma non come soggetti trainanti o leader».

A proposito di leader, Djordjevic non guarda in faccia a nessuno lasciando fuori Aradori e andando a muso duro con Chalmers in partita. 
«Abbiamo preso un grande allenatore perché sa fare delle scelte e le sa interpretare. Il suo valore è molto importante per sviluppare un progetto con le ambizioni che la Virtus merita. Raggiungendo la Final Four non abbiamo ancora vinto niente e il nostro obiettivo è quello di vincere, però abbiamo fatto un bel salto in termini di prestigio. Ho ricevuto tante telefonate da club italiani e stranieri».

A questo punto ci si aspetta una svolta anche in campionato? 
«Mercoledì sera i giocatori si sono incastrati da soli. Hanno fatto vedere di cosa sono capaci, hanno alzato loro l’asticella. Con lo spirito di questa partita ne perdiamo poche da qui a fine regular season».

 

BARALDI: VIRTUS E SEGAFREDO BRAND MONDIALI E CI SONO ALTRI IMPRENDITORI INTERESSATI. DJORDJEVIC È IL NOSTRO MANAGER

tratto da bolognabasket.it -29/11/2019

 

Luca Baraldi ha parlato a tutto tondo, intervistato da Paolo Di Domizio su Radio Bologna Uno.

Segafredo Arena, un’opportunità e uno step necessario per tornare grandi, con le modifiche apportate “Noi ascoltiamo molto i tifosi, chiunque si è rivolto a noi per chiedere chiarimenti ha ricevuto le risposte. Hanno contribuito in maniera educata e costruttiva: abbiamo messo in atto tutte le migliorie possibili, insieme a Fiere di Bologna che continuo a ringraziare. Con Treviso era un test che serviva per il mese di dicembre: per quanto riguarda la parte logistica dovremmo aver risolto praticamente tutto; per quanto riguarda l’interno, abbiamo deciso di sfalsare i seggiolini e i tecnici mi garantiscono che i problemi di visibilità sono stati risolti. Poi caso per caso ci sarà, all’inizio della partita, un gruppo di miei collaboratori che potranno intervenire per risolvere eventuali disagi del momento, proponendo subito un cambiamento di posto. È ovvio, per i tifosi uscire dal Paladozza non è una cosa semplice, infatti le maggiori lamentele sono arrivate da tifosi che sono abbonati da decine di anni, quindi c’è stata una legittima resistenza al cambiamento più che comprensibile. Noi dovremo sicuramente migliorare tutte le situazioni problematiche, soprattutto per i playoff. Tutto questo, però, è un preludio per capire se la Virtus potrà avere un palazzo proprio, un contenitore dove giocare a basket con 10-12mila persone, premesso che siamo chiamati a produrre uno spettacolo, dunque costruire squadre sempre competitive che facciano entusiasmare i nostri tifosi.” 

Una scelta importante quella del nuovo palazzo, che può anche rendere autonoma una società sportiva. “Avere la Segafredo Arena adesso e un palazzo di proprietà in futuro è determinante per giocare l’Eurolega, anche perché a differenza del calcio non abbiamo i diritti televisivi. Tra costruire una squadra che costa e gli incassi c’è una differenza economica che deve mettere qualcuno, che oggi si chiama Massimo Zanetti. Vi posso assicurare che sono tanti milioni di euro: ognuno può spendere denaro come crede ma ci deve essere una logica. Se mai il dottor Zanetti si dovesse stancare e andare al mare, l’importante sarà avere comunque un struttura anche di ricavi che consenta alla Virtus di vivere con maggiore autonomia. L’obiettivo è quello di stabilire la Virtus in Eurolega e in grado di camminare con le proprie gambe.”

Nuovo palazzo, prossima Eurolega e nuovi partner a livello societario? “Non lo abbiamo mai nascosto: imprenditori che desiderano affiancarci in questa avventura, peraltro molto bella, sono sempre i benvenuti e ne saremmo felici, pur mantenendo sempre gli oneri di gestione e il rischio di impresa. Per adesso non ci sono richieste di acquisizione di quote ma devo dire che ci sono parecchi imprenditori, anche aziende molto importanti, che in questi ultimi mesi ci hanno fatto molte richieste di approfondimenti e informazioni, per capire se ci sono possibilità di fare cose insieme. Anche la realizzazione di un impianto va in quella direzione, in maniera tale che una società, come Virtus, possa avere un patrimonio immobiliare che attragga in maniera concreta altri investitori.” 

Tema dei diritti TV, a che punto siamo? “Il lavoro sulla televisione va rivisto completamente: io sono favorevole al fatto che la Lega Basket si auto produca le partite ma bisogna entrare nell’ottica della televisione generalista. Non bisogna pensare a quei pochi introiti economici che oggi incassiamo dalle tv che sono nulla: la più piccola squadra di serie A di calcio prende 25 milioni, la Virtus ne prende 100mila. Francamente preferisco che il basket venga visto sulla Rai, su Mediaset, su La7, entrando nelle case delle famiglie italiane. In più i media locali, che possono supportare questa visione delle partite, delle interviste e dei contenuti. Non bisogna solo far vedere le partite, ma anche produrre dei contenuti durante la settimana, gli allenamenti, la vita dei giocatori, far conoscere alla gente tutto ciò che porta una squadra alla domenica a vincere o perdere una partita. Questo per creare interesse anche nella tifoseria. Noi siamo privilegiati essendo a Bologna: dove la Virtus va a giocare c’è sempre il pieno, in tutti i palazzi dove andiamo a giocare in trasferta. Nel basket c’è ancora tanta passione.”    

Record di 15-2 ma nelle ultime settimane qualcosa non è piaciuto. “In particolare non sono successe cose precise: siamo andati moltissime volte sotto, poi avendo tanta qualità tecnica in giocatori che non vogliono perdere neanche a biglie, evidentemente siamo riusciti a ribaltare quasi sempre le sorti della partita. Questo però sulle spalle solo di qualcuno, non di tutto il roster: la qualità fa la differenza, ma i risultati importanti si raggiungo con la stessa determinazione da parte di tutti. Il richiamo del nostro coach ad Andorra è stato condiviso da me: Teodosic e Markovic ci sono, ma potrebbero anche non esserci; la maglia della Virtus è importante e tutti devono essere determinati a dimostrarlo. Questa è l’idea di Djordjevic e la società è completamente d’accordo.” 

Djordjevic al centro di tutto. “Il rapporto con Djordjevic è di grandissimo valore: io nel calcio ho lavorato con Sacchi e quando parlo con Djordjevic mi sembra di parlare con Sacchi. I grandi allenatori sono anche dei grandi direttori d’orchestra. Il nostro allenatore ha delle qualità incredibili, già lo è ma potrebbe diventare ancor di più uno degli allenatori più importanti in Europa e nel mondo. Io ho la fortuna di averlo vicino: spesso parliamo di strategie societarie, di scelte, ci dà indicazioni. È molto dentro questo percorso, ha apprezzato la Fiera e altri investimenti che stiamo facendo. Ha visto la motivazione del dottor Zanetti: Djordjevic è molto aziendalista, è una persona eccezionale. Prima di essere un grande allenatore è un grande uomo e una persona sincera. Indipendentemente dai due anni di contratto, il nostro matrimonio penso possa proseguire per tanto tempo, almeno io me lo auguro. Se dovesse avere una proposta dall’NBA capirei, ma in Europa oggi la Virtus è ambiziosa e lui è capitato nella squadra giusta. Lui lo sa, ha un rapporto sincero e franco con la proprietà, con me, con il dottor Zanetti. Insieme ci si è detti delle cose che stiamo realizzando: potrebbe diventare un manager che nello sport, con i risultati, possa muovere i tifosi ma anche i ricavi di una società.” 

Situazione mercato? “Io confermo ancora che siamo sul mercato, siamo pronti a migliorarci: con Djordjevic ne abbiamo parlato, con Ronci anche. Siamo in un momento della stagione in cui i giocatori che vorremmo noi non sono liberi e quindi c’è tutto un lavoro da fare con i giocatori e con le società. Saranno comunque operazioni in prospettiva: giocatori che possono migliorare questo roster oggi, domani e nel futuro, anche perché tutti i giocatori di quest’anno hanno tutti almeno un contratto pluriennale. Siamo a lavoro per migliorarci: dobbiamo avere un roster adeguato dal punto di vista numerico per tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati. I giocatori sui quali stiamo lavorando non sono in panchina, stanno giocando da altre parti quindi stiamo lavorando.” 

Segafredo a distanza dal suo ingresso in Virtus è dove voleva essere? “Credo di sì, forse siamo in anticipo sulla tabella di marcia. Entrando in un contesto come quello della Virtus sapevamo di volere il massimo. Siamo a buon punto, abbiamo vinto coppe, abbiamo adesso una squadra che è sulla strada giusta, abbiamo ricostruito credibilità per la Virtus nei confronti del mondo esterno, sia da un punto di vista tecnico che istituzionale. Siamo rispettati, perché abbiamo idee chiare e non utilizziamo la Virtus per fare del business. L’obiettivo del dottor Zanetti è solo legato al valore della Virtus, riportarla dove deve stare. Nel 2017 avevamo parlato di 5 anni per tornare grandi, oggi sono passati due anni e mezzo e potremmo essere nelle possibilità di ambire ad una semifinale o ad una finale scudetto, non lo so. Noi andiamo in campo per andare a Roma e vedere il Papa, come dico sempre” 

Come lavorano insieme due brand come Virtus e Segafredo? “Ci sono grandi sinergie, perché dal punto di vista del valore del brand si auto-alimentano: Segafredo è un brand mondiale e Virtus lo è altrettanto. Noi utilizziamo questa sinergia anche su altri partner, utilizzando la nostra rete commerciale. Segafredo in Italia ha 11.600 punti vendita, leader assoluti della linea bar, 100mila bar nel mondo, ogni giorno 43 milioni di persone bevono un caffè espresso Segafredo. Il caffè si beve al bar e al bar si parla di sport, di tutti gli sport, quindi è fortemente compenetrato il nostro lavoro col mondo sportivo. Vogliamo arrivare al cuore dei nostri consumatori. Più soddisfazioni dal ciclismo o dal basket? Nel ciclismo siamo entrati due anni prima rispetto al basket: nel 2015 abbiamo iniziato e nel 2019 siamo diventati campioni del mondo. Se tanto mio dà tanto, almeno speriamo di arrivare a qualche obiettivo importante. A noi non piace partecipare ma vincere. Se facessimo con la Virtus lo stesso percorso che abbiamo fatto col ciclismo, io sarei molto contento.” 

Fortitudo un elemento importante per il basket e anche per la stessa Virtus? “Io non mi sono mai nascosto dietro al fatto che la Fortitudo sia un valore assoluto per la città di Bologna ma anche per la Virtus. È una società storica, di grandi tradizioni e radicata nel territorio come noi. In ogni famiglia bolognese c’è un altissimo grado di penetrazione di Virtus e Fortitudo. La Fortitudo deve rimanere in serie A, se competitiva fa anche piacere: c’è grande rispetto e anche il derby sarà una grande partita, una festa di basket, deve essere vissuta così anche dalla tifoseria, al di là dei normali ‘sfottò’ del caso. È la festa di Bologna, capitale europea del basket.” 

A proposito di derby, la sicurezza come sarà gestita? “In termini di sicurezza sicuramente la Fiera ci dà grandi vantaggi: posizionamenti chiari e spazi grandi con la possibilità di controllare gli accessi. Per giocare il derby è l’ideale. Ci saranno ovviamente tensioni, più fuori che dentro: io mi auguro di no, mi auguro che ci sia sì la voglia di sfottersi ma che rimanga tutto lì. Sarebbe brutto macchiare una giornata così bella. Sarà una bellissima giornata e la qualità della sicurezza sarà superiore rispetto agli standard che potremmo avere da altre parti.”

Un tour fuori dai confini per la prossima pre-season? “Sì, è in programma, stiamo lavorando su due fronti: Stati Uniti e Cina e da quest’ultima abbiamo avuto già delle richieste per andare a giocare qualche partita. In Cina il basket si sta sviluppando e stiamo cercando di capire se ci sarà la possibilità logistica e a livello di tempi. Peraltro Segafredo in Cina è presente, quindi vorremmo portare avanti il binomio Virtus e Segafredo.”   

Tra un mese saremo a cavallo tra il derby e Milano: le due partite più importanti della stagione? “Di questa parte di stagione sicuramente, due test durissimi. Noi arriveremo dalla trasferta di Sassari: ci sarà una concentrazione notevolissima. Arriveremo poi, probabilmente, con un dovere di classifica che ci richiederà di essere protagonisti in queste partite. Ci sarà anche un carico psicologico non indifferente. La Fortitudo arriverà senza avere niente da perdere dal punto di vista sportivo; Milano arriverà lanciatissima dall’Eurolega, so già che hanno organizzato al meglio il rientro dalla trasferta in Russia di qualche giorno prima e poi vorranno riscattarsi dopo una partenza stentata in campionato. Poi ci sarà anche Messina. Sono convinto però che la Virtus farà bene. C’è da aggiungere anche che, soprattutto per la gara con Milano, la partita potrebbe andare in diretta su Rai2, una cosa che non succede da qualche anno. Quando la Lega ci ha fatto questa proposta, siamo rimasti molto soddisfatti. L’invito a Bertomeu anche per il derby? Il derby è il giorno di Natale, quindi magari Bertomeu lo vorrà passare in famiglia. Per la gara con Milano l’invito è partito: se venisse a noi farebbe un gran piacere.

 

PREMIATO L'AD LUCA BARALDI

tratto da www.virtus.it - 05/12/2019

 

Il Consiglio Direttivo del Gruppo Emilia Romagna Giornalisti Sportivi ha deciso di conferire al nostro Amministratore Delegato Luca Baraldi il “ Premio GERGS 2019” per i successi  conseguiti nel corso di questa annata. 

La premiazione è avvenuta oggi nell’ auditorium Villani a Castelnuovo Rangone.

In questa occasione l’Amministratore Delegato Luca Baraldi  ha parlato del presente e del futuro bianconero.

“L’Eurolega è un obiettivo a breve termine. Non sarei favorevole a una wildcard. Voglio arrivarci per meriti, raggiungendo la finale di Eurocup. A costo di aspettare un anno, non vorremmo andarci grazie alla wild card.
Le partite in Fiera? In trenta ore sono stati venduti 5000 biglietti. Questa è Bologna, il derby cresce anche in termini di tensione. Chiedo ai tifosi che debba essere una festa di sport.”