FEMMINILE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

NASCE LA VIRTUS FEMMINILE. BARALDI: QUEST'ANNO SALVEZZA, POI PUNTIAMO IN ALTO.

tratto da bolognabasket.it - 08/07/2019

 

Con la stagione 2019-20 nasce ufficialmente la Virtus femminile, che sarà presentata domani e disputerà il campionato di serie A1, prendendo il posto della promossa Basket Progresso Matteiplast, e ripartendo dal gruppo delle ragazze che ha ottenuto la promozione, e da coach Giancarlo Giroldi.
La Gazzetta dello Sport ha dedicato una pagina di approfondimento a questa nuova realtà, per la quale la società bianconera seguirà l’esempio della Reyer Venezia. Sentendo Luca Baraldi e il capitano Federica Nannucci.
Un estratto delle loro parole.

Luca Baraldi – L’idea ce l’ha data l’edizione della Gazzetta del 31 maggio scorso. Quel giorno il Dottor Zanetti ed io ci trovavamo sulle strade del Giro d’Italia, leggendo la rosea abbiamo appreso che la squadra femminile bolognese non si sarebbe iscritta al campionato di A1 dopo la promozione. Ci siamo guardati negli occhi e, senza fare troppe parole, ci siamo subito attivati. Abbiamo contattato il presidente federale Petrucci che ci ha dato carta bianca. Non rileviamo il titolo della Matteiplast, bensì fondiamo una sezione femminile all’interno di Virtus Segafredo, con lo stesso sponsor e gli stessi colori. Compatibilmente agli impegni e al calendario delle due squadre, l’obiettivo è mandare in campo al PalaDozza le donne prima degli uomini per regalare ai nostri abbonati un lungo pomeriggio di sport all’interno del mondo Virtus. È un’operazione che assorbe anche un aspetto sociale legata al tessuto sportivo e culturale della città di Bologna.
Vogliamo allestire una squadra che possa raggiungere la salvezza e poi consolidarsi nel tempo per puntare in alto. L’organico sarà rafforzato da tre straniere e, magari, da un paio di italiane esperte della categoria. Siamo consapevoli che per avviare l’attività occorre un investimento importante. Ma siamo contenti di avere preso questa strada.

Federica Nannucci – Gioco da 20 anni, qualche occasione l’ho lasciata andare rifiutando proposte di altri club – dice -. Adesso mi ritrovo per la prima volta in A-1 con la maglia della Virtus, la squadra del cuore. Da bambina amavo Nesterovic ma come play mi ispiravo a Jaric. Una volta dissi in un’intervista che il sogno della mia vita era giocare nella Virtus rosa e vincere lo scudetto.
La decisione del Dottor Zanetti di aprire la sezione femminile è stata per noi giocatrici della Matteiplast la luce in fondo al tunnel. Adesso il nostro impegno è ripagare tanta fiducia con grande dedizione per contribuire alla migliore immagine della Virtus e del nostro proprietario regalando al club e ai nostri tifosi delle belle soddisfazioni. Come donne, vogliamo farlo col sorriso sulle labbra, lanciando un segnale di positività per il nostro sport.

LA VIRTUS FEMMINILE È NATA UFFICIALMENTE IN UNA SERATA DI FESTA A PALAZZO DI VARIGNANA

di Andrea Marcheselli - www.1000cuorirossoblu.it - 10/07/2019

 

Una vera festa, a Palazzo di Varignana, considerabile come una nuova casa Virtus, è stata la presentazione ufficiale, la sera appena passata, della sezione femminile di Virtus Pallacanestro: clima gioioso, soddisfatto, per aver dato seguito ad un risultato sportivo di grande rilievo, una promozione in serie A che per la seconda stagione consecutiva rischiava di svanire nel nulla. Invece, grazie alla tenacia delle atlete, alla disponibilità della Segafredo di Massimo Zanetti, all'intermediazione dell’assessore Matteo Lepore, al lavoro di tessitura svolto da Luca Baraldi con le istituzioni sportive e amministrative, dopo gli accordi presi con Lega e Federazione la Virtus si affaccia alla ribalta del basket femminile ereditando di fatto l'ultra decennale attività dell’auto-estintosi Basket Progresso (ultimamente targato Matteiplast). Come ha spiegato Baraldi, la Virtus femminile avrà la stessa importanza, la stessa dignità di quella maschile: giocheranno entrambe le squadre con le medesime divise, avranno uguale assistenza medico-sanitaria grazie a Isokinetic, chiaramente con obiettivi agonistici inziali adeguati alle differenti specifiche situazioni. D’altra parte, ha detto Baraldi, lo sport femminile in Italia e nel mondo “è in forte crescita dal punto della prestazione sportiva e non si poteva perdere questa occasione”. Unica differenza, forse, sarà solo negli sponsor, visto che le ragazze pare ne abbiano conquistato uno tutto nuovo totalmente loro. Idem sul piano tecnico: Djordjevic sarà a capo di tutta la struttura della Virtus, supervisionando quindi anche la sezione femminile, seppure quest’ultima avrà un proprio staff tecnico. Ronci e Djordjevic presiederanno ugualmente l’aspetto del mercato (Ronci ha una competenza specifica), benché Baraldi abbia chiaramente ribadito che quest’anno si ripartirà dal nucleo che si è appena guadagnata la promozione, con tutte le giocatrici confermate a meno che non abbiano deciso di propria volontà di battere altri lidi. Ovviamente, si cercheranno i rinforzi resi necessari dall'avere alzato l’asticella con la promozione.

Per completare la sinergia tra le due realtà pure il campo di gioco sarà il medesimo, il PalaDozza, con la società impegnata a verificare se sarà possibile far giocare le ragazze nella stessa giornata dei maschi, creando in tal modo dei pomeriggi domenicali di grande basket a Bologna.

Per l’occasione ovviamente Baraldi non poteva sottrarsi alle inevitabili domande sulla squadra maschile, segnatamente a proposito di un mercato di cui si parla molto sotto i portici ma che ben poco ha fin qui lasciato davvero trapelare. Ancora per poco, però: è programmato per mercoledì prossimo il lancio della campagna abbonamenti e per allora la struttura fondamentale della squadra dovrebbe essere resa più o meno nota. Qui le cose non vanno tuttavia benissimo. Il massimo dirigente virtussino non ha nascosto alcune difficoltà emerse avendo scelto di avventurarsi in un campo ove si finisce per scontrarsi con competitor come CSKA o Real Madrid, e non basta l’appeal di essere stati ammessi all’Eurocup, che, fra l’altro, non è ancora l’Eurolega come palcoscenico. Baraldi peraltro ha replicato che la Virtus è comunque la Virtus e che nei prossimi tre/quattro giorni si dovrebbero avere le risposte definitive da parte dei giocatori contattati. Quasi certamente si tratterà di un mix fra giocatori americani ed europei, per volontà dello stesso Djordjevic. Ma di nomi, per ora, ancora nulla, con quasi tutti quelli passati sui media in questi giorni assai poco probabili, benché salgano le quotazioni per l’arrivo di Stefan Markovic e si vocifera insistentemente su un possibile cavallo di ritorno che non sarebbe Moraschini, quasi certamente destinato a Milano.  

 

Rosier, Cordisco, Nannucci, Tava, Tassinari nel giorno della presentazione (foto tratta da www.1000cuorirossoblu.it)

LA PRESENTAZIONE DELLA VIRTUS FEMMINILE. BARALDI: STESSA IMPORTANZA E DIGNITÀ DELLA MASCHILE

tratto da bolognabasket.it - 10/07/2019
 

Ieri sera, a Palazzo di Varignana, è stata presentata ufficialmente la nuova Virtus femminile, che disputerà il campionato di serie A1. Erano presenti alcune giocatrici (Nannucci, Tassinari, Tava, Cordisco, Rosier) del gruppo Matteiplast, da cui si ripartirà, così come da coach Giancarlo Giroldi.

Luca Baraldi, parlando coi giornalisti presenti, ha presentato così la nuova realtà. La Virtus femminile avrà la stessa importanza e la stessa dignità di quella maschile. stesse divise, uguale assistenza medico-sanitaria grazie a Isokinetic, obiettivi agonistici inziali adeguati alle differenti specifiche situazioni. Salvezza il primo anno, ma ambizioni a salire a partire dal secondo, fino a competere con le grandi, partecipare e basta non ci interessa.
Abbiamo accolto l’appello dell’assessore Matteo Lepore. Lo sport femminile in Italia e nel mondo è in forte crescita dal punto della prestazione sportiva e non si poteva perdere questa occasione.
Anche il campo di gioco sarà il medesimo, il PalaDozza, se sarà possibile le ragazze giocheranno nella stessa giornata dei maschi, creando in tal modo dei pomeriggi domenicali di grande basket a Bologna. Ci stiamo muovendo perché non debbano passare 4 ore tra una partita e l’altra. Ci proponiamo a un pubblico virtussino: abbonamento a pacchetto, iniziative comuni, sinergie.

Le squadre giovanili necessarie per l’iscrizione al campionato di A1 saranno prestate dalla Magika Castel San Pietro attraverso il meccanismo della società satellite.

BOLOGNA: VIRTUS BASKET FEMMINILE, MA CON UNA STORIA

di Silvia R. Lolli - www.ilmanifestobologna.it - 15-07-2019

 

Ci corre l’obbligo del plauso verso l’amministrazione, verso l’assessore bolognese allo sport Lepore, che ha saputo trovare, con l’aiuto della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) e della Virtus pallacanestro Segafredo, una soluzione degna della Bologna città del basket: le ragazze che hanno vinto la A2 con il Progresso Matteiplast, grazie ad una wild-card, potranno giocare in serie A1 e lo faranno addirittura al PalaDozza, come Virtus donne e con lo sponsor FAAC, co-sponsor già della Virtus maschile.

Grazie infatti all’interessamento della Virtus Basket le ragazze storiche di due promozioni potranno assaporare il parquet della serie A1 e la Virtus avrà il settore femminile; quella pallacanestro femminile che nacque nel 1934 quando il cav. Achille Baratti, socio e se ricordiamo già allora anche dirigente SEF Virtus, decise di costituire la Fontana Cestistica Bologna che dopo la morte dello stesso pochi anni dopo confluì nella squadra di Civolani, in quanto la moglie di Achille, Valeria Buganza, decise di finire lì la sua avventura cestista, prima da giocatrice, poi da allenatrice ed infine da dirigente.

Oggi, anche se sappiamo che la continuità storica non può essere più la stessa, perché Civolani ha scelto con la squadra Matteiplast di ripartire dalla serie C – ci dispiace molto, ma rispettiamo tutte le decisioni – vogliamo però pensare che la squadra femminile, oggi in serie A1 con solo il diritto sportivo di accesso, abbia comunque una storia da portarsi dietro.

È una storia non solo cominciata nel 1934 dalla Fontana CB, ma poi costruita, e più volte negli ultimi anni, dall’odierno Progresso di Gianfranco Civolani che dopo la guerra ha calcato i parquet della serie A molti più anni rispetto alla Fontana CB con nomi di sponsor bolognesi.

Le componevano giocatrici di livello nazionale: oltre all’icona playmaker, poi allenatrice di giovanili alla polisportiva Irnerio, Viviana Corsini, o la pivot Carla Goggioli, tra l’altro unica giocatrice che ebbe il “lascia passare” da Baratti per giocare in un’altra squadra, e potremmo dire soprattutto in quella di Civolani; oltre alla Nannetti che giocava con la Buganza in serie A prima dell’arrivo dell’altra squadra ci furono anche Martini, Ceccato ed altre come si ricorda nel libro edito qualche anno fa. E da ricordare la squadra fontanina che annoverava Paola Dalla, anche lei nazionale, che con la squadra capitana da Patrizia Pagotto (figlia del giocatore del Bologna FC) negli anni Settanta stava per risalire nella serie A dalla B, allora le serie erano più semplici: A, B, C.

Sappiamo che negli anni Settanta ci fu una diaspora di giocatrici che si trasferirono nella nuova squadra, creando nei coniugi un po’ di rivalsa nei confronti dell’altra squadra che comunque rompeva il loro monopolio e cercava giocatrici senza avere un vero e proprio settore giovanile. Un settore giovanile che aveva i turni palestra per due o tre giorni la settimana prima dell’allenamento della Virtus di Porelli al palazzo dello sport con il settore minibasket. Quante bolognesi sono passate da qui come cestiste! Le partite furono giocate dalla Fontana al PalaDozza, finché la platea della serie A non fu appannaggio della squadra di Civolani che quindi prese il posto della cestistica al palazzo.

Fra i due dirigenti, lo ricordiamo bene, non c’erano mai pacate comunicazioni; da giocatrice e poi da allenatrice respiravo più un’aria di conflitto; poi verso la fine del secolo scorso quando appunto molte atlete della Fontana CB (che aveva un forte settore giovanile) sono confluite nell’altra squadra, le squadre si sono unite, più per la chiusura della Fontana CB. Una rivalità, come avemmo modo di sottolineare a Baratti nel 1984, senza senso, ma che spesso il mondo sportivo, nonostante i suoi proclami di fair play, mette spesso in campo.

Comunque una rivalità che non esisteva fra molte giocatrici, anche se i luoghi di allenamento e di partita erano diversi molte si trovavano e si trovano ancora fuori dal campo; la rivalità tuttavia era spesso fomentata da genitori e dirigenti. Personalmente l’abbiamo vissuta male, come abbiamo vissuto la non capacità di un uomo di sport come Baratti a rifiutarsi di organizzare in modo più consono alle nuove richieste del mondo sportivo la sua società.

In fondo, e anche la storia di oggi ce lo può confermare, i due “deus ex machina” delle “loro” società sono alla fine molto uguali: due persone che considerano la squadra, le giocatrici, la loro famiglia, quindi non possono far entrare al loro posto qualcun altro, e far decidere in modo assembleare le sorti della squadra e della società; non può essere nelle loro corde e per questo non ci permettiamo di giudicare l’operato di Civolani oggi.

In fondo ci siamo sempre sentite, come giocatrici della Fontana CB, tutte più che amiche, componenti di un sodalizio vissuto come una grande famiglia in cui avevamo due genitori in più: erano i C. B. (coniugi Baratti, anche se la sigla sta per Cestistica Bologna, ma chissà che il cav. Achille non l’abbia fatto apposta!).

Oggi ci piace dunque ricordare i fasti e i conflitti del basket femminile a Bologna, dopo la presentazione della squadra Virtus rosa al Palazzo di Varignana – location nella città metropolitana per ricordare che inizia un’altra storia, al passo con una città metropolitana; però vorremmo che fosse una storia nella quale non si perde la memoria.

Sono tante le storie della pallacanestro femminile a Bologna (non solo da raccontare di queste due società), dove i numeri delle praticanti – sport che al femminile è relegato in basse posizioni in Italia – sono sempre stati più alti, grazie appunto ad una storia che inizia nel 1934, cioè agli albori della “palla al cesto” italiana.

Oggi Tassinari, Tava, Cordisco, Nannucci, Rosier e l’allenatore Giroldi cominciano la storia nuova e con una palla che non è più la pallonessa degli inizi, oppure il n. 7 con cui ancora giocano i maschi, ma il n.6 per agevolare uno spettacolo maggiore del gioco. Il Palazzo dello sport o PalaDozza è però lo stesso in cui giocavano le loro colleghe dal 1957 fino agli anni Duemila! Vorremmo lo ricordassero.

Grazie e in bocca al lupo a tutti per giocare un bel campionato; non crediamo sia solo per salvarsi. La Virtus ha sempre avuto ed oggi ha ancora più alti traguardi.

È QUESTA LA PRIMA VIRTUS FEMMINILE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia - 03/09/2019

 

Negli ultimi mesi molti mi hanno chiesto se ci fosse stata in passato un'altra Virtus Bologna femminile. La mia risposta, ineluttabilmente negativa, si è sempre basata sul fatto che nelle mie scrupolose ricerche mai ho trovato testimonianza di una formazione Virtus composta da donne. Nessuna traccia nei giornali dell'epoca, né nei libri sulla Virtus, neppure nelle testimonianze dei protagonisti e dei loro discendenti. Le ultime in ordine di tempo sono quelle del figlio di Venzo Vannini, per un ventennio bandiera della Virtus, e del figlio di Verardo Stivani, giocatore delle V nere negli anni '30, a cui fu offerto di allenare una squadra femminile, ma era la Fontana, unica squadra femminile bolognese dell'epoca; analogo contributo è venuto da Maurizio Roveri, giornalista che ha attraversato mezzo secolo di sport bolognese.

Qualche elemento avrebbe potuto far sorgere qualche dubbio, come quando Antonello Cobianchi, l'appassionato fondatore del museo del basket, che mi mandò la foto di una coppa con la dicitura "Torneo Pallacanestro Virtus 1° Rango Femminile 1944/45", o quando Aldo Savoi Colombis recentemente mi ha comunicato che la sorella di sua nonna negli anni trenta giocava nella Virtus Femminile. Ma le forti motivazioni scritte sopra mi hanno indotto a spiegare così questi due "casi". Per quanto riguarda la Coppa, in Italia vi sono numerose società di basket Virtus, ne abbiamo una anche nelle vicinanze, la Virtus Imola fondata nel 1936; inoltre in quel periodo anche l'attività maschile era ridotta ai minimi termini, quindi parrebbe anomala l'organizzazione anche di un torneo femminile: pertanto quella coppa è legata ad un evento organizzato probabilmente da una Virtus che non era quella di Bologna. Un equivoco, invece, è probabilmente alla fonte delle informazioni riguardanti la sorella della nonna di Savoi Colombis fornite ad Aldo da sua madre. Nel 1934 Achille Baratti (che poi avrebbe scritto con Renato Lemmi Gigli il bellissimo libro sul centenario della Virtus) era un dirigente della S.E.F. Virtus (nome assunto nel 1945, in quel periodo la denominazione era Virtus Bologna Sportiva). In quell'anno Achille fondò la Fontana Cestistica Bolognese e non lo avrebbe fatto se vi fosse stata una squadra femminile all'interno della Virtus: citando le parole di Franco, figlio di Venzo Vannini, "l'equivoco nasce  forse dal fatto che Achille era socio Virtus ed amico stretto dei ragazzi di via Castiglione", quindi molto probabilmente la sorella della nonna di Aldo giocava nella Fontana.

Nell'ottobre del 2005, con l'arrivo alla Virtus di Simona Vedovati, ex giocatrice, si avvia una sorta di reclutamento giovanile femminile, ma le ragazze confluiscono poi nella Polisportiva Masi di Casalecchio.

Posso quindi affermare, che quella che ha cominciato gli allenamenti per affrontare la stagione 1919/20 è la prima Virtus Bologna femminile.

 

STAGIONI

di Ezio Liporesi per Virtuspedia