BACHECA

(aggiornata alla stagione 2021/22)

 

Codice di affiliazione: 102 fino al 04/08/2003 - dopo 050294

Stella d'oro dal 1984

CAMPIONATI ITALIANI

16

 1945/46   1946/47   1947/48    1948/4 9   1954/55

 1955/56   1975/76   1978/79   1979/80   1983/84

 1992/93   1993/94   1994/95   1997/98   2000/01

2020/21

 EUROLEAGUE

2

 1997/98   2000/01

 COPPE DELLE COPPE

1

 1989/90

 EUROCHALLENGE

1

 2008/09

CHAMPIONS LEAGUE 1 2018/19

 COPPA ITALIA

8

 1973/74   1983/84   1988/89   1989/90

 1996/97   1998/99   2000/01   2001/02

 COPPA ITALIA SERIE A2 1  2016/17

 SUPERCOPPA ITALIANA

2

 1994/95 - 2021/22

SUPERCOPPA EUROPEA NON UFFICIALE 1  1998/99
CAMPIONATI DI PRIMA DIVISIONE 1  1933/34
CAMPIONATI SERIE A2 1  2016/17

 CAMPIONATI GIOVANILI

22

JUNIORES

UNDER 19

UNDER 18

UNDER 17

CADETTI

ALLIEVI

UNDER 14

PROPAGANDA

1971/72 - 1981/82 - 1985/86 - 1987/88

2009/10 - 2011/12 - 2012/13

2016/17

2007/08 - 2011/12 - 2013/14

1983/84 - 1984/85 - 1989/90 - 1990/91 - 1998/99

1965/66 - 1988/89 - 1992/93 - 1994/95

2014/15

1980/81

 ALTRI TITOLI GIOVANILI 6

FINAL EIGHT UNDER 16

3 VS 3 UNDER 18

3 VS 3 UNDER 16

3 VS 3 UNDER 14

3 VS 3 AQUILOTTI

2007 

2019

2021

2012 - 2021

2015

 

Tornei (119)
Estero (7)
Torneo di Ginevra 1950
Torneo di Mentone 1951 - 1952
Torneo di Casablanca 1953
Torneo di Mulhouse (Francia) 1953
Torneo di Matarò (Spagna) 1954
Torneo Paul Lentin a Liegi 1956
Italia (112)
Torneo Invernale a Bologna 1934/35
Trofeo Valcarenghi a Cremona 1937
Trofeo Montuschi a Faenza 1939
Torneo Volante a vantaggi a Pavia 1939
Trofeo Damiani a Foggia 1940
Coppa Vittorio Caliceti a Bologna 1941
Torneo Volante a Bologna 1945
Coppa Mariani e Rosini a Bologna 1946
Trofeo Pibigas a Reggio Emilia 1950
Coppa Città di Bologna (internazionale) 1952 - 1953 - 1957 - 1958
Torneo Settimana Cesenate a Cesena 1952
Torneo delle Regioni a Venezia 1953
Coppa Marconcini a Pontedera 1954 - 1955
Torneo di Bolzano 1954 - 1972 - 1974
Coppa Cesare Lo Forte a Messina (internazionale) 1955 - 1957 - 2002 (non internazionale)
Torneo Perugina a Perugia 1955
Coppa Rosa del Tirreno a Livorno 1956
Torneo di Palermo (internazionale) 1957 - 1959
Trofeo Lido delle Rose a Roseto degli Abruzzi 1958 - 1997 - 1999 - 2017
Coppa Città di Riccione (internazionale) 1959
Torneo di Sassari 1960
Trofeo Carlo Lovari a Lucca 1961 - 1962 - 1963 - 1964
Trofeo Oscar Martini (novantennio Virtus) 1961
Torneo di Caserta (internazionale) 1962 - 1963
Trofeo Interamnia a Teramo 1962
Coppa Moretti a Benevento 1963
Torneo di Rovigo 1963
Torneo Città di Carrara 1964 - 1965
Coppa Emilia 1965 - 1967
Torneo Città di Lodi 1966
Trofeo Industria a Parma 1966
Torneo di Ozieri (Sardegna) 1966
Trofeo Enzo Fumagalli a Bologna (internazionale) 1968
Trofeo degli Oscar Eldorado a Bologna 1968
Coppa dell’Amicizia Virtus-Simmenthal 1969
Trofeo Gianni Solferini a Bologna 1970
Torneo Città di Viareggio 1970
Trofeo Gianfranco Bersani a Borgo Val di Taro 1971
Torneo Città di Imola 1972
Trofeo Giulio Battilani a Bologna (internazionale) 1973 - 1976 - 1977 - 1979 - 1981 - 1983 - 1984 - 1985
Trofeo Vasco Martini a Castelfiorentino 1975 - 1976 - 1979 - 1981 - 1985
Torneo di Spoleto (internazionale) 1976
Trofeo Leon d’Oro a Faenza (internazionale) 1976
Trofeo Vito Pinto a Roma 1976
Torneo Città di Venezia (internazionale) 1980
Torneo di San Miniato (internazionale) 1982
Memorial Gianni Menichelli a Rovereto 1986 -1987
Torneo Città di Firenze 1986
Trofeo 30° Palasport Festa! A Bologna 1986
Torneo di Castrocaro a Forlì 1987 - 1988
Torneo “Piccolo” a Trieste 1989
Torneo a Teramo 1989
Torneo di Sportilia a Sportilia 1992
Torneo Banca Popolare di Novara a Novara 1992
Torneo di Novara 1993
Torneo Vasco Martini a Castelfiorentino 1995
Coppa Il Castello a Ferrara 1996
Torneo di Marostica 1996
Torneo Natale Sottocanestro a Imola 1997
Trofeo Europa - Supercoppa europea non ufficiale 1998
Torneo di San Marino 1999
Trofeo Carisbo Quanti amici hai a Bologna 2004
Torneo La vita è bella non giocatevela (internazionale) 2007 - 2008
Memorial Pirazzi a Verbania 2009
Torneo Memorial Leonelli Manetti Trofeo Severi a Cervia 2010
Torneo Naturhouse a Ferrara 2011
Trofeo Enzo Grandi 2014 - 2015
Memorial Paola e Gigi Porelli 2014 - 2017 - 2018 - 2019 - 2021
Trofeo Città di Rimini Memorial Paolo Gasponi 2015
Trofeo Città di Cortina 2016
Memorial Vittorio Dalto ad Agropoli 2016
Trofeo Luigi "Gigetto" Darchini 2016
Memorial Roberto Ferrari 2017
Torneo Città di Jesolo 2018 - 2019

 

DATE STORICHE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Data Evento
19 marzo 1930            prima partita
15 luglio 1934 prima promozione
28 luglio 1946 primo scudetto
3 agosto 1947 secondo scudetto
2 maggio 1948            terzo scudetto
10 aprile 1949 quarto scudetto (l'ultima gara fu disputata l'8 maggio ma dal 10 aprile la Virtus era matematicamente e campione)
1 maggio 1955 quinto scudetto
12 febbraio 1956 sesto scudetto (l'ultima gara fu disputata 18 marzo ma dal 12 febbraio la Virtus era matematicamente e campione)
12 maggio 1974 prima Coppa Italia
7 aprile 1976 settimo scudetto (l'ultima gara fu disputata l'11 aprile ma dal 7 aprile la Virtus era matematicamente e campione)
6 maggio 1979 ottavo scudetto
9 aprile 1980 nono scudetto
27 maggio 1984 decimo scudetto
9 giugno 1984 seconda Coppa Italia
6 aprile 1989 terza Coppa Italia
15 febbraio 1990 quarta Coppa Italia
13 marzo 1990 Coppa delle Coppe
8 maggio 1993 undicesimo scudetto
28 maggio 1994 dodicesimo scudetto
11 maggio 1995 tredicesimo scudetto
16 settembre 1995 prima Supercoppa Italiana
22 marzo 1997 quinta Coppa Italia
23 aprile 1998 prima Eurolega
31 maggio 1998 quattordicesimo scudetto
30 agosto 1998 Supercoppa Europea non ufficiale
31 gennaio 1999 sesta Coppa Italia
28 aprile 2001 settima Coppa Italia
10 maggio 2001 seconda Eurolega
19 giugno 2001 quindicesimo scudetto
23 febbraio 2002 ottava Coppa Italia
3 giugno 2005 seconda promozione
26 aprile 2009 Eurochallenge
5 marzo 2017 Coppa Italia Serie A2
19 giugno 2017 terza promozione
5 maggio 2019 Champions League
11 giugno 2021 sedicesimo scudetto
21 settembre 2021 seconda Supercoppa Italiana

 

Gennaio
31 gennaio 1999 sesta Coppa Italia
Febbraio
12 febbraio 1956 sesto scudetto
15 febbraio 1990 quarta Coppa Italia
23 febbraio 2002 ottava Coppa Italia
Marzo
5 marzo 2017          Coppa Italia Serie A2
13 marzo 1990 Coppa delle Coppe
19 marzo 1930 prima partita
22 marzo 1997 quinta Coppa Italia
Aprile
6 aprile 1989         terza Coppa Italia
7 aprile 1976 settimo scudetto
9 aprile 1980 nono scudetto
10 aprile 1949 quarto scudetto
23 aprile 1998 prima Eurolega
26 aprile 2009 Eurochallenge
28 aprile 2001 settima Coppa Italia
Maggio
1 maggio 1955 quinto scudetto
2 maggio 1948 terzo scudetto
5 maggio 2019 Champions League
6 maggio 1979 ottavo scudetto
8 maggio 1993 undicesimo scudetto
10 maggio 2001 seconda Eurolega
11 maggio 1995 tredicesimo scudetto
12 maggio 1974 prima Coppa Italia
27 maggio 1984 decimo scudetto
28 maggio 1994 dodicesimo scudetto
31 maggio 1998          quattordicesimo scudetto
Giugno
3 giugno 2005         seconda promozione
9 giugno 1984 seconda Coppa Italia
11 giugno 2021 sedicesimo scudetto
19 giugno 2001 quindicesimo scudetto
19 giugno 2017 terza promozione
Luglio
15 luglio 1934 prima promozione
28 luglio 1946     primo scudetto
Agosto
3 agosto 1947 secondo scudetto
30 agosto 1998                            Supercoppa Europea non ufficiale
Settembre
16 settembre 1995 prima Supercoppa Italiana
21 settembre 1995 seconda Supercoppa Italiana



 

 

Lo stendardo del sedicesimo scudetto consegnato alla seconda giornata del campionato successivo

COME È BELLA LA V NERA DI MAGGIO

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblù - 15/05/2020

 

Trofei vinti, promozioni, sono trentaquattro i momenti storici nella storia della Virtus, distribuiti in nove mesi dell'anno. Solo in ottobre, novembre e dicembre le V nere non hanno mai fatto festa. Ben undici di questi trionfi, quasi un terzo, sono avvenuti nel mese di maggio: otto scudetti, più della metà, una Coppa Italia, la prima, un'Eurolega e la Champions League, ultimo torneo che ha visto i bianconeri mettersi dietro tutte le altre contendenti. Sette sono i trofei vinti in aprile: tre scudetti, due Coppe Italia, la prima Eurolega e l'Eurochallenge. Quattro volte i bianconeri hanno brindato a giugno: uno scudetto, una Coppa Italia e le due ultime promozioni. Hanno conquistato tre trofei in febbraio e marzo: nel secondo mese dell'anno uno scudetto e due Coppe Italia; nel mese d'inizio primavera due Coppe Italia, di cui una di Legadue, e la Coppa delle Coppe, primo successo in Europa. Le vittorie di Luglio sono due, entrambe legate alla prima volta: la promozione nel campionato del 1934, quando le V nere si affacciarono sulla scena nazionale, dopo alcuni anni di vivaci contese cittadine, e lo scudetto numero uno; due sono anche le volte che la bandiera con la V nera ha sventolato trionfante in agosto, per il secondo scudetto e per la Supercoppa Europea non ufficiale. Una Coppa Italia fu vinta in gennaio, la Supercoppa Italiana in settembre. Solo un giorno dell'anno è legato a due differenti anniversari: si tratta del 19 giugno, data dell'ultimo scudetto con annesso Grande Slam e dell'ultima promozione.

 

LE SETTE PERLE ALL'ESTERO

di Rzio Liporesi - 1000cuorirossoblù - 14/09/2021

 

Dopo tante esperienze all'estero, la Virtus dovette attendere il 1950 per aggiudicarsi il primo trofeo a Ginevra; dopo il successo in semifinale sullo Stade Français Ginevra per 50 a 32, le V nere sconfissero nella finale del 4 giugno il Servette Ginevra 58 a 27. Al torneo partecipò anche il Racing Club Parigi che chiuse al terzo posto. Nel 1951, il 13 e 14 maggio, si svolse a Mentone il Torneo di Pentecoste: dopo aver battuto il Monaco 47 a 35, i bolognesi superarono in finale l'Olympique Antibes, 36 a 30. Quarta giunse la squadra di casa. Un anno dopo stesso campo, ma data leggermente posticipata, 1 e 2 giugno. Semifinale combattuta e vinta 33 a 29 contro il Rapid Mentone, poi una finale ancora più difficile contro il Semailles Bruxelles, ma il 31 a 30 premiò la squadra italiana. Il 5 aprile 1953, a Casablanca, le V nere battono gli statunitensi del Novasser Flyers e il giorno dopo, in finale, la squadra di casa, l'US Marocaine 66 a 61 e trionfano nel torneo. Nella stagione successiva, ma pochi mesi dopo, in settembre, la Virtus è al torneo di Mulhouse. Il dodici una selezione alsaziana viene battuta dai bianconeri 79 a 70 e il giorno seguente l'FC Mulhouse perde in volata 49 a 47, la Virtus è prima. Nella stessa stagione sportiva, ma nel giugno 1954 si gioca il Torneo di Matarò, per il cinquantenario della federazione spagnola. La Virtus fa fuori l'Espanol Barcellona 67-59, l'Agrupacion Hispana 49 a 40 e il CD Matarò 64-60 al supplementare il 28 giugno, vincendo così il torneo a punteggio pieno. Nel maggio 1956 la squadra campione d'Italia vince il Trofeo Paul Lentin a Liegi. Primo successo contro il Royal Sporting Athénée Liegi 67 a 23, poi 87 a 42 contro l'Étoile Mezières e nella finale del 13 maggio vittoria un po' più ardua contro l'AZS Varsavia 65-55.

QUARTI DI NOBILTÀ

Per le Vu Nere, a Tenerife contro San Lorenzo, ennesimo appuntamento con la storia. Quando gli avversari sono tre, spesso la Virtus si esalta

di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 07/02/2020

 

Dopo le finali europee in gara unica del 1978, 1981 e 1990, la prima volta che le Vu nere disputarono una Final Four a livello internazionale fu a Barcellona nell'aprile 1998, in palio il titolo di campione d'Europa. A contendere alle V nere la vittoria in Eurolega il Partizan Belgrado, la Benetton Treviso, l'Aek Atene. In semifinale i bolognesi incontrarono il Partizan, già battuto, oltre che in precampionato, anche due volte nel primo dei due gironi dominati dalla Kinder. Qualche patema solo nel finale nella vittoria in casa, più netta quella in terra serba, 49-74. La sfida per l'accesso alla finalissima è più simile a quella di Belgrado: 9-12 al 7', poi parte la galoppata Kinder. Danilovic, che gioca con una caviglia gonfia, non segna, ma lavora per la squadra e a fare punti ci pensa Savic: realizza dodici dei primi 14 punti bolognesi, con anche una tripla. La Kinder piazza un parziale di 13-0 in 4'30", poi lascia solo cinque cesti ai serbi in 11'. Progressione trionfale: 22-13 al 12', 30-15 al 14', 37-16 al 16'30. Il tempo termina 45-25, con le V nere che vantano l'89% da due punti, 17 su 19, 12 assist e sono in vantaggio 9-7 nei rimbalzi. Ripresa accademica e risultato finale 83-61. Finale contro l'Aek di Prelevic e Coldebella, che in semifinale ha battuto la Benetton. I greci segnano solo cinque canestri nel primo tempo, arrivano a 20 solo negli ultimi secondi della frazione, chiusasi 28-20, con 21 punti degli esterni Kinder, 9 palle rubate, 4 di Sconochini. Nella ripresa al 22' Bologna va sul 33-20, con gli ellenici che viaggiano a meno di un punto al minuto; un vantaggio enorme, considerato il basso punteggio, ma qui la Virtus rallenta un po' la pressione e al 36'30" l'Aek è vicina, 45-41. Nesterovic subisce fallo, ma si infortuna leggermente e deve uscire, entra Rigaudeau che monetizza i due liberi, mentre dall'altra parte, sempre dalla lunetta i greci fanno 1 su 2; entrata errata di Danilovic, smanacciata di Savic a rimbalzo e due punti dello stesso Sasha. Errore Atene dall'altra parte e tripla di Savic, Mvp della Final Four: 52-42 e la coppa che riprende la strada dell'Italia dopo dieci anni, ma soprattutto quella di Bologna, dopo un lungo inseguimento del trofeo da parte della Virtus. Resta ancora un minuto da giocare, la gara termina 58-44, con un parziale di 13-3 finale, per la festa dei seimila virtussini giunti a Barcellona con ogni mezzo. Meritato successo delle V nere, il secondo europeo della Virtus dopo la Coppa delle Coppe 1990, 19 partite vinte e sole tre perse, di cui due a girone già vinto. In maggio i bianconeri vinceranno anche lo scudetto, in finale contro la Fortitudo. L'anno dopo ancora Eurolega e Final Four a Monaco. È l'apoteosi della città dei canestri: Virtus e Fortitudo si affrontano in semifinale. In stagione i biancoblù hanno vinto i cinque derby fin qui disputati, ma nella gara più importante prevalgono l'esperienza e l'orgoglio della Virtus. Subito 23-9 con 10 su 12. La Fortitudo è tradita dai suoi big Mulaomerovic (5 punti), Myers (18 punti ma solo 4 nella ripresa) e Karnisovas (2 punti), protagonista decisivo di tre dei cinque derby vinti dai biancoblù. Così la rimonta avviene con un quintetto atipico, Jaric, Myers, Pilutti, Betts e Gay; all'intervallo il vantaggio della Kinder è di soli due punti, 34-32, e a inizio ripresa la Fortitudo si avvicina ancora, 35-34, al 21'15", ma qui gli uomini di Messina piazzano un decisivo parziale di 13-0. La gara termina 62-57. Ottimo Nesterovic, 16 punti, 7 su 9 dal campo, 2 su 2 dalla lunetta e 6 rimbalzi. Bene Sconochini, 12 punti, 2 su 4 da due, 1 su 1 da tre, 5 su 7 ai liberi, 3 assist e una gran difesa, come pure quella di Abbio, Crippa e Nesterovic; 12 punti anche per uno stoico Danilovic, protagonista nonostante il dolore alle caviglie; da segnalare anche i dieci rimbalzi di Frosini. Nel giorno di pausa gara a calcetto con Sconochini (doppietta) e Danilovic protagonisti. Nella finale domina lo Zalgiris, 30-45 già all'intervallo. Nei primi cinque minuti di ripresa Messina prova i quattro piccoli, ma invano, al 32' il punteggio è 48-68. Reazione veemente dei bolognesi, un 10-0 che riapre i giochi. Con Abbio e Sconochini la Virtus arriva anche a meno cinque a 88" dalla sirena, ma un siluro di Bowie taglia le gambe, finisce 74-82. Nel 2000 e nel 2001 altre due finali europee per le V nere: la sconfitta in Saporta e il successo nell'Eurolega nell'anno del grande slam, ma non erano finali a quattro, nel primo caso gara secca, nel secondo una serie al meglio delle cinque partite. Per ritrovare un'altra Final Four basta aspettare un anno: a Casalecchio la Kinder contro la Benetton soffre fin da subito per il tiro da fuori di Bell e Nschbar, vanamente contrastati da Rigaudeau. Dopo 6' bolognesi sotto 13-21, sorretti solo da Griffith, autore di otto punti consecutivi contro Marconato, mentre Ginobili è ancora a secco. Messina toglie Griffith e Rigaudeau e inserisce Andersen e Becirovic: subito Bologna ne guadagna in aggressività difensiva, così le V nere recuperano e Ginobili da tre (dopo che il primo quarto si era concluso 23-26) può completare un parziale di 15-5, 28-26. Le V nere chiudono in vantaggio il secondo periodo, 41-39, ma nel terzo quarto i veneti tornano avanti, 43-49. È ancora Ginobili a completare la rincorsa con un 2+1, 51-51. Gara in equilibrio anche al 30', 63-63. Partenza a razzo dei bianconeri nell'ultimo quarto: un parziale di 12-0, chiuso da un canestro di Andersen, per il 75-63 che, in pratica, decide la gara. Treviso ci prova con la zona, ma la Virtus vince 90-82 e vola in finale contro il Panathinaikos che ha eliminarlo il Maccabi. Il migliore dei vincitori è Jaric, motore della squadra e autore di tre triple (6 su 11 con 3 su 4 da tre); un muro Griffith, 13 punti, buoni sprazzi di Ginobili, 14 punti, falloso al tiro Becirovic, ma una sentenza dalla lunetta (14 punti, tutti in lunetta, con solo 2 liberi falliti). Quinta finale europea per Messina e Frosini, non per Rigaudeau, che saltò Losanna 2000 per infortunio. I primi otto punti bianconeri sono di Ginobili (due triple), che è già a dodici a fine primo quarto (23-23). Alla fine per Emanuel 27 punti, con 3 su 5 sia da due che da tre e 12 su 13 ai liberi. Su Bodiroga (21 punti finali) è andato Rigaudeau ma dopo due falli Messina ha provveduto a mandarci Jaric; Marko si fa valere soprattutto in attacco nell'orchestrare la squadra ed è così che le V nere partono con un 9-0 nel secondo periodo, frutto di una tripla di Rigaudeau e due di Smodis. Il parziale diventa poi 13-2, 36-25; con un Granger ispirato (il suo primo tiro in Eurolega è una bomba a bersaglio) la Kinder va sul +14, 45-31, i verdi recuperano, Granger con un siluro riporta il vantaggio in doppia cifra, ma sulla sirena Bodiroga fissa il punteggio di metà gara, 48-40. La ripresa comincia con due facili canestri di Smodis (23 punti con 6 su 7 da due, 2 su 4 da tre e 5 su 7 in lunetta), poi il Panathinaikos piazza un parziale di 1-13, pareggia a 53 con Bodiroga e sorpassa poco dopo, 53-55. Artefice della rimonta Papadopoulos, 12 punti alla fine, indigesto a Griffith. Il terzo quarto termina 61-64, a inizio quarto Rogers, con un rimpallo fa 61-66. Bologna fa anche un 1 su 6 ai liberi (25 su 41 finale, solo 61%). Al 37', è 72-80, Griffith commette il quinto fallo, dopo un fallaccio non fischiato su Ginobili. I bolognesi risalgono, con un parziale di 8-2 sono 80-82 e Becirovic avrebbe i due liberi del pareggio, ma li sbaglia: di là Kutluay (22 punti) mette una tripla impiccato (salto a vuoto di Becirovic) e chiude la gara. Finale 83-89. Non consola che Jaric e Ginobili vengano inseriti nel migliore quintetto di Eurolega. Passano cinque anni, ma è un altro mondo, con la Virtus di Sabatini che cerca di risalire velocemente la china dopo il terremoto del 2003. Le V nere arrivano sul podio in tutte le manifestazioni: seconde in campionato e Coppa Italia, sono terze nella Fiba Cup. La Final Four di questa coppa è a Girona. I bianconeri vanno subito sotto, e il primo tempo finisce 50-35 per gli avversari e sembra già di intravvedere la parola fine sugli schermi. La Virtus, abituata a rimonte insospettate, uscita dallo spogliatoio con la faccia giusta, sfodera la difesa dei giorni belli: parziale di 15-5 e si torna a ridosso degli ucraini. Finale punto a punto con dei tiri liberi sbagliati da Michelori che sanguinano ma soprattutto il tiro di Blizzard della possibile vittoria che gira sul ferro ed esce. 73-74. La netta vittoria nella finalina, 80-62 contro l'Estudiantes Madrid, non consola. Passano due stagioni e nel 2009 c'è la Final Four di Eurochallenge a Casalecchio. Agevole vittoria in semifinale contro il Protea EKA AEL Limassoll 83-69, più sofferta la gara di finale contro lo Cholet, In vantaggio per tutta la gara, quando una bomba di Boykins sigla il +14 a pochi minuti dal termine, sembra fatta. Non è dello stesso avviso il talento transalpino Nando De Colo che propizia un parziale di 10-0 e riapre la discussione. Si gioca punto a punto fino all'azione finale di De Colo che sbaglia la bomba del possibile sorpasso sulla sirena. Finisce 77-75 per la Virtus sponsorizzata BolognaFiere. Si riapre la bacheca della Virtus ma anche del basket italiano, a digiuno di successi europei da otto anni. Langford eletto MVP della manifestazione. Poi è storia recente: nel 2019 la Final Four di Champions League ad Anversa. Tanti bolognesi in Belgio, molti attaccati alla tv, altri collegati con gli auricolari via radio. Netta vittoria in semifinale contro il Bamberg, 67-50. La finale contro Tenerife sembra gemella della precedente, ma nel finale c'è qualche patema in più, quando il vantaggio si assottiglia fino a soli sei punti, ma i bianconeri concludono vittoriosi 73-61, con Punter MVP (16 punti, 5 su 5 da tre, 9 su 9 ai liberi, 1 su 5 da due, 7 rimbalzi, 29 di valutazione). Quinto trofeo europeo per le V nere.


 

COPPA ITALIA ALLA BOLOGNESE

Domani tocca ai bianconeri. Otto vittorie per le Vu Nere, un solo acuto per la Effe: alla vigilia delle Final Eight, ripercorriamo la storia delle squadre felsinee nella corsa alla coccarda. La prima vittoria in Coppa Italia della Virtus fu nel 1974 contro Udine. nel 1989 a trascinare le Vu nere ci pensò Richardson con 25 punti. Nel 1990 la Virtus si conferma vincendo a Forlì contro Roma per 94-63. Nel '97 a Casalecchio vinse la Virtus con un grande Prelevic. Alessandro Frosini fu decisivo per la conquista del titolo nel 1999. Contro Pesaro salì in cattedra Griffith nella finale del 2001 a Forlì. Nel 2002 i bianconeri centrarono la quarta finale vinta consecutiva.

di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 12/02/2020


Dopo la Final Four iridata di Tenerife, si torna in ambito tricolore per la Coppa Italia. Ripercorriamo gli otto successi delle V nere e quello della Fortitudo in questa manifestazione.

1974. Prima Coppa Italia. A Vicenza per la fase finale, semifinale contro il Saclà. Buona partenza, 10-5 al 4′, ma dopo 90 secondi il punteggio è di 10-10. Piemontesi avanti 10-14, trascinati da Sacchetti, poi ancora 14-18 al 9′. Peterson, con una girandola di cambi, ottiene il meglio dai suoi giocatori e così la Sinudyne rimonta, sorpassa, si stacca e va al riposo sul 38-28. Asti prova a riagganciare i bolognesi, ma si avvicina solo, 56-53 al 32′, 64-61 al 35′, poi la Virtus controlla e vola verso la finale dell’indomani, contro la Snaidero Udine, che di lì a due settimane ha in programma gli spareggi salvezza contro Napoli e Fortitudo. I friulani hanno sconfitto in semifinale, a sorpresa, di un punto i campioni d’Italia dell’Ignis, che partivano favoriti, anche se privi di Meneghin. Sanders imperversa nel primo tempo, ma l’allenatore bolognese ha organizzato raddoppi per limitare Malagoli e così il primo tempo viaggia sull’equilibrio e termina 40-40. Nella ripresa Udine passa a zona, ma la Sinudyne funziona come un orologio, con un super Fultz e tutti i compagni a coadiuvarlo, Benelli un gradino sopra gli altri. Al 38', sul più venti c’è spazio anche per Ranuzzi, Natali e Valenti, che si prende anche il lusso di segnare un bel canestro dall’angolo. Vince la Virtus 90-74, conquistando la sua prima Coppa Italia e l’accesso alla Coppa delle Coppe dell’anno successivo, il primo assaggio europeo guadagnato sul campo (Nel 1960-61 le V nere avevano partecipato alla Coppa dei Campioni in sostituzione del Simmenthal).

1984. Bis tricolore. Dopo la conquista della stella del 27 maggio, il 9 giugno le V nere hanno l'occasione di fare il bis nella finale di Coppa Italia, al palasport di Piazza Azzarita contro Caserta. La partita è tiratissima, con scarti minimi, anche se la Virtus, priva di Fantin febbricitante ma con un ottimo Bonamico autore di 20 punti, prova a scappare già sul 19-12, ma solo nel finale prima sul 66-60, poi sul 74-66 e quando il tabellone segna 80-74 a un minuto dalla fine sembra aver partita vinta; un tiro affrettato di Villalta e un’infrazione di campo di Van Breda Kolff consegnano però sul più due Virtus l’ultimo pallone ai campani che sbagliano il tiro del pareggio e permettono a Brunamonti di conquistare il pallone che rimane tra le sue mani fino alla sirena, sancendo l’accoppiata scudetto-Coppa Italia.

1989. Ancora contro Caserta al "Madison". Si gioca il 6 aprile e la Juve Caserta, che tre settimane prima ha perso ai supplementari la Coppa delle Coppe contro il Real Madrid di Drazen Petrovic. La Virtus non vince un trofeo proprio dalla Coppa Italia del 1984. Nel primo tempo la Knorr usa l’arma preferita dei casertani, il tiro da tre: segna 7 triple, 4 con uno splendido Villalta (16 punti alla fine) e vola sul 39-24, chiudendo il primo tempo avanti di 10. Nella ripresa la rimonta ospite con il sorpasso a 7' e 30" dalla fine, poi i casertani si portano sul + 5 al 35'. Qui sale in cattedra Richardson (25 punti), che con una tripla e un contropiede rimette i suoi in carreggiata. Poi passa il testimone a Johnson, autore di 19 punti con 8 su 12 al tiro, ma soprattutto una presenza fondamentale nel finale dei 40 minuti terminati in parità, poi ancora nel supplementare, nel quale a 22 secondi dalla fine sul più uno realizza il canestro del definitivo 96-93; in questo overtime lo supportano ottimamente Brunamonti (17 punti) e nuovamente Sugar. Alla fine trionfano i bianconeri che conquistano la terza Coppa Italia.

1990. Final Four a Forlì. Semifinale contro Varese, appena caduta 90-89 a Bologna in campionato; la Virtus parte 11-2 con 7 punti di Bon, poi la partita torna in equilibrio, spezzato nel secondo tempo quando il punteggio è in parità da un parziale di 9-0 per le Vu nere sulle ali di un Sugar (25 punti) ispirato e di una zona 3-2 indigesta per la Ranger; la Virtus poi controlla, ma nel finale a 1'e 30" dalla fine i lombardi arrivano a meno 5 e qui ancora una tripla di Sugar manda la Virtus in finale. Finisce 78-74. Binelli con 6 su 8 e 10 rimbalzi e i due americani sugli scudi. Il giorno successivo di fronte ai bianconeri il Messaggero, già sconfitto due volte in campionato. Partita inizialmente in bilico poi sul 30-33 al 13' Brunamonti realizza undici punti filati e la bomba sulla sirena di Richardson manda la Virtus al riposo sul più 9; nella ripresa la Knorr incrementa il vantaggio fino al più 14, poi i romani provano a rientrare ma sul 75-71 emerge Clemon, poi segna prima bomba Bon ed è 80-71, l’ultimo sigillo è di Sugar per il 94-83. I fattori decisivi sono l’autorità di Binelli, 17 punti, protagonista soprattutto nel primo tempo e all’inizio della ripresa, la classe di Sugar, 24 punti di cui 18 nella prima parte; la concretezza di Johnson soprattutto nel finale del primo tempo e in tutta la ripresa, autore di 19 punti, ma soprattutto artefice prima di un rimbalzo d’attacco, poi di un canestro dopo una serie di palloni persi e rubati, quando la Virtus nel finale faceva fatica a trovare punti; il cuore, la grinta, il coraggio, la voglia e la precisione di Brunamonti, che si mette in moto tardi, ma poi segna 15 punti consecutivi, chiude il primo tempo a 17 e ancora nella ripresa segna punti fondamentali per i suoi e chiude a quota 29; non vanno dimenticati un canestro importante di Coldebella in piena rimonta romana, una tripla e una schiacciata di Bon nella ripresa, in una serata infelice per lui al tiro nel suo vecchio palazzetto, l’applicazione difensiva di Gallinari. Ottime le percentuali: fantastiche quelle del capitano, 5 su 7 da 2, 4 su 5 da 3 e 7 su 7 ai liberi; molto bene anche Sugar, 4 su 5 da due punti e 5 su 8 da tre; nei 26 minuti giocati, limitati dai falli Binelli ha 8 su 10 da due e 1 su 1 dalla lunetta; in totale 25 su 40 da due punti e 10 su 19 da tre. La Virtus conferma così meritatamente il successo dell’anno precedente.

1997. La Coppa di Chicco. In Final Four di Coppa Italia a Casalecchio contro la Mash, reduce da 11 successi consecutivi tra campionato ed Europa, la Virtus parte soffrendo, 0-7 al 2', 9-19 al 9' sul terzo fallo di Savic (14 punti e 7 rimbalzi), con anche tecnico alla panchina. I veronesi mettono entrambi gli Usa in panchina e Bologna si riprende: Prelevic (19 punti), con le sue penetrazioni, trova il punto debole scaligero, Carera (10 punti) combatte come di consueto ed è uno degli artefici del successo a rimbalzo (40-26), Abbio si sacrifica (9 rimbalzi, oltre a 10 punti), Ravaglia, 14 punti con un 4 su 5 da tre, che permette alle V nere di avere un ottimo 7 su 15 da oltre l'arco. Così, nonostante il computo passivo recuperate - perse (6-14), già all'intervallo la Kinder comanda, 39-33. Alla fine il successo arriva per 73-68, con anche Komazec, in panchina in borghese, a sostenere e applaudire i compagni. In finale c'è da affrontare Cantù, che ha eliminato Milano. La Polti è troppo corta per affrontare due gare intense in due giorni; infatti, disputa un buon primo tempo, nel quale la Virtus riesce ad allungare leggermente solo nel finale, con 7 punti di Patavoukas (9 in tutto), dal 32-34 al 39-34 col tempo che termina 39-36, ma nella ripresa gli ospiti segnano solo 13 punti nei primi 16' e la Kinder prevale 75-67, nonostante avesse iniziato con 3 falli di Binelli in 3'. Decisivo Prevelic con 18 punti, MVP della manifestazione, dopo aver rischiato l'allontanamento dalla rosa qualche tempo prima, ottimo Magnifico, 13 punti, 5 su 7 al tiro, con una tripla, e due su due ai liberi, più 9 rimbalzi in 24'. Detto di Patavoukas, buono anche l'apporto di Galilea. Gara un po' rovinata dai fischietti, 56 falli e 62 liberi. Sulla panchina bolognese Brunamonti (anche se per questioni di patentino ufficialmente l'allenatore è Frattin), che dopo una vita da sontuoso giocatore, nella sua prima stagione da dirigente, si è trovato, da poco, ad aver dovuto sostituire Alberto Bucci.

1998. Acuto Fortitudo. Nella semifinale di Coppa Italia alla Virtus non basta Danilovic (28 punti, 7 su 16 da due e 3 su 6 da tre). La Fortitudo parte 14-4, la Kinder tocca il 3 su 16 (1 su 9 da Frosini e Savic), ma quando entra Nesterovic, le V nere restituiscono il parziale e c'è il pareggio al 12', però è un fuoco di paglia. L'1 su 8 di Rigaudeau e il 2 su 10 di Savic sono emblematici, 38-18 all'intervallo e 52-32 al 26'. Bianchini sfrutta il quintetto basso e solo la 1-3-1 permette la rimonta ai bianconeri che arrivano al meno 4 a 44", ma ormai è tardi, in finale ci va la Teamsystem, 73-64. In avvio Bianchini ripropone Fucka in quintetto rinunciando ai tre piccoli che avevano mandato in tilt la Kinder in semifinale. La TeamSystem spreca con Chiacig la palla del 10-4, Treviso si riporta sull'8-8 e il punteggio rimane così inchiodato fino all'8' quando un tiro pesante di Myers sblocca la situazione. La Benetton trova la via del tiro con insolita rapidità imbeccando Rebraca e innescando Williams, la Fortitudo invece attacca con grande calma sfruttando più volte tutti i 30 secondi. Wilkins sigla il 19-14 al 13'. Dopo 14' uno strepitoso contropiede di Rivers si conclude con la stoppata di Williams e il repentino contropiede trasformato da un Rusconi fino ad allora ignorato nei giochi d'attacco della Benetton. E' l'azione che lascia un segno sull'incontro, dando una scossa di adrenalina ai giocatori e alzando repentinamente il ritmo del gioco. Rivers sfrutta l'ingresso di Sciarra, troppo lento per mettergli la museruola, ma l'equilibrio non s'infrange anche grazie al gran lavoro di Williams su Myers. Sulla sirena dell'intervallo un tiro da 7 metri di Williams regala a Treviso il primo vantaggio, dopo il 2-0 iniziale di Rebraca. L'avvio di ripresa porta la firma di Giacomo Galanda e al 26' la F è avanti 46-40. Wilkins regala con un gioco da tre punti il 51-40 a 12' dalla fine. Obradovic si affida al comunitario Sekunda, che però risponde con due errori marchiani. La Benetton vive solo grazie alle iniziative di Williams e il suo canestro del 59-52 a 5'20" è il canto del cigno. Chiagic, Rivers, Wilkins, Myers (premiato come mvp) e Fucka dominano. 73-55 il finale. La gioia del popolo Fortitudo si libera: un urlo tenuto in gola per anni, strozzato dalla Fides Napoli nella finale di Coppa Italia del '68 e poi da Milano e Treviso nelle due ultime finali scudetto. Bologna Fortitudo succede a Bologna Virtus e inaugura la sua bacheca con il primo trofeo.

1999. Final Four a Casalecchio. Non c'è Danilovic (distrazione muscolare alla gamba destra), ma c'è un Rigaudeau che sta viaggiando a mille. Semifinale contro Treviso: nel primo tempo i bolognesi pagano lo 0 su 7 da tre, contro il 5 su 5 dei colori uniti, e il bonus speso nei primi 6 minuti, che ha fruttato 14 liberi ai trevigiani. La Kinder era partita forte, 6-0 e 8-2, grazie al contropiede, ma faticando contro la difesa schierata, con Jofresa prima e Bonora poi a braccare Rigaudeau. Al 7' Rebraca è costretto negli spogliatoi, Messina fa rifiatare il francese, così con un parziale di 0-7 la Benetton sorpassa, 18-20, e aumenta poi il suo vantaggio fino al +8 del 18', su una tripla di Schmidt, 28-36, parziale di 4-13. Qui comincia la rimonta emiliana, il primo tempo si chiude 31-36, ma la spinta della Virtus è ancora più veemente nel secondo tempo, quando, con Edwards incollato a Williams (nel primo tempo lo aveva curato Abbio), i bianconeri lasciano solo 9 punti agli avversari nei primi 12'. Al 30' il punteggio è di 56-45. Con Sconochini, Rigaudeau e Nesterovic richiamati in panchina con 4 falli, le V nere si fanno rimontare e sorpassare nuovamente (parziale di 0-9 che diventa 2-16 con Pittis trascinatore dei trevigiani), 60-64 al 14'30". Qui comincia una gara personale a suon di triple tra Williams e Rigaudeau (28 punti): Rigaudeau pareggia da tre a 1'06", poi tripla Williams e nuovo pareggio del francese a 32". A 5" Bonora sfonda, ma Frosini sbaglia l'ultimo tiro. Nel supplementare scappa Treviso, Bologna rimonta, è avanti 83-82 quando a 17" esce Rigaudeau per falli, dopo aver segnato 15 degli ultimi 19 punti Virtus in 8'. Schmidt fa 1 su 2 ai liberi, la Kinder spreca l'ultima occasione e si va al secondo overtime. Se all'inizio era stata protagonista la squadra, poi era venuto il momento di affidarsi a Rigaudeau, negli ulteriori 5 minuti si trae ossigeno da quel che resta della panchina, Crippa, Panichi, Abbio, Frosini e Edwards, con Nesterovic, Rigaudeau e Sconochini già fuori per falli. Nell'ultimo minuto Frosini segna i liberi dell'89-87, a 9" Abbio subisce sfondamento da Jofresa, poi prende fallo e realizza i due liberi del successo, 91-89. In finale c'è Varese, in gialloblù stile Ignis. La Virtus insegue a lungo, mette il naso avanti con una tripla di Rigaudeau alla fine del primo tempo, 37-35, torna ad annaspare nella ripresa, pagando le 21 palle perse. A 3' minuti dalla fine i lombardi sono al massimo vantaggio, 63-57; Bologna pare zavorrata e non sembra poter riemergere, ma Messina ordina nuovamente la zona, Varese non segna negli ultimi 8 attacchi e con 5 punti di Abbio Bologna si riavvicina, poi il gioco da tre punti di Rigaudeau in entrata confeziona il sorpasso, 65-63. Il francese, grande protagonista delle ultime uscite, segna poco, 9 punti, ma è decisivo. Mvp della manifestazione è Frosini, 11 punti e 12 rimbalzi, dopo essere stato già bravo in semifinale.

2001. Il via al Grande Slam. Dopo il successo in Coppa Italia del 1999 contro Varese sono arrivati gli insuccessi in finale contro lo Zalgiris in Eurolega, Varese in Supercoppa, Treviso in Coppa Italia, Aek in Saporta e Adr Roma di nuovo in Supercoppa. Final Eight a Forlì. Nei quarti c'è Biella; Frosini è assente e così Andersen e Smodis, soprattutto il primo, soffrono Lacey. Bologna parte 11-2, poi inizia lo show di Granger, capocannoniere dell'A2, un incubo per Abbio. L'americano segna 15 punti nel primo quarto (34 alla fine), che termina 26-28; la Fila allunga 42-48, i bolognesi tengono e chiudono sotto di due la prima metà partita, 46-48. A inizio ripresa Rigaudeau imbuca due missili, 54-50 ma Biella reagisce con uno 0-10. Al 30' i ragazzi di Messina sono sotto 57-62 e Granger schiaccia al 33' il 62-72. I bolognesi replicano con un 11-0, 73-72. Granger fa il 77-79 a 30'', Ginobili e Soragna fanno 1 su 2 in lunetta e Griffith allo scadere schiaccia il pareggio, 80-80. L'ultimo vantaggio piemontese è sull'82-84, poi Jaric segna da tre, da due con aggiuntivo e mette poi due liberi, 90-85. Finisce 96-88. Contro Roma in semifinale, dopo il primo canestro di Tonolli, con il recuperato Frosini e le triple di Ginobili e Jaric Bologna va sull'8-2. Con la bomba di Espil i laziali tengono, 12-8, poi Bologna, nonostante la 1-3-1 di Caja, vola via, 17-12 dopo due triple di Ginobili, 36-18 (il primo quarto si era chiuso 26-15). L'Adr risponde con un parziale di 1-11 e torna in gara, 37-29. All'intervallo petroniani avanti 44-34, poi nel terzo periodo il break definitivo, 68-51 al 30', dopo essere stati anche 68-47. Roma ci prova fino al 70-58 ma finisce 83-72. In finale contro Pesaro, che ha battuto in semifinale la Paf, nei primi due quarti la Kinder soffre e sta aggrappata a Griffith; nel terzo periodo comincia la grandinata di triple, una di Jaric, quelle di Smodis, un 7-0 tutto di Ginobili, con parziale bianconero di 16-0 e la Scavolini affonda. Al 30' 56-40 e la gara finisce 83-58: settima Coppa Italia per la Virtus, la terza nelle ultime 5 edizioni. Ritorna finalmente il successo in una finale. Rashard Griffith mvp.

2002. Quarta finale vinta consecutiva. Final Eight di nuovo a Forlì con la Kinder detentrice. Nei quarti contro Trieste partenza a razzo dei bolognesi, partiti con Ginobili, Andersen, Rigaudeau, Frosini e Jaric, 12-4 dopo 3'25". Pancotto che aveva affidato la regia al diciottenne Cavaliero torna sui suoi passi e inserisce Maric, 35 anni, che segna subito 7 punti e porta avanti i suoi per l'unica volta, 15-16, dopo 8'34". La Kinder chiude avanti il primo quarto 23-19; nel secondo periodo Messina inserisce Bonora, ma è Jaric a scatenarsi e completare due giochi da tre punti, 30-22 al 14'16". Smodis con una tripla porta Bologna a +10 al 15'07". A metà gara si è sul 51-37 e nel terzo quarto i bolognesi partono con un 13-0 e chiudono la pratica, 64-37, con Trieste a secco per 5 minuti. C'è allora spazio anche per Brkic, 8 punti, e la gara si chiude 96-71. Dopo due giorni si gioca la semifinale contro la Scavolini, vittoriosa nei quarti contro la Fortitudo: c'è anche Smodis, nonostante una distorsione alla caviglia rimediata contro Trieste. I palloni confezionati da Rigaudeau, i numeri di Ginobili e una gran difesa rendono agevole la semifinale: dopo il 19-15 del primo quarto la Kinder vola via, 48-25 a metà gara. Al 30' Bologna è avanti 66-40, per chiudere 82-66, in una gara dove ha avuto anche 29 punti di vantaggio. In finale c'è Siena che ha sconfitto in volata Treviso. I toscani partono sparati, 0-7, chiudono il primo quarto 14-28 e in avvio di secondo salgono sul 14-30; la Kinder riesce a limare qualcosa all'intervallo, 31-42. Al 30' Bologna è a meno 7, ma la Mens Sana riparte trascinata da Chiacig. Così a 3'40" Siena si trova a +9 palla in mano, Un gioco da tre punti di Andersen e una tripla del «Re» francese riaprono improvvisamente la partita (2'17", 65-68). Montepaschi in apnea e a 59" arriva il primo pareggio, ancora con Rigaudeau (69-69). La Virtus va anche in vantaggio 71-69 con Jaric ma Naumoski a 3" pareggia. Supplementare. La Kinder sta sotto fino al 44', ed eccolo, Ginobili, dopo aver perso due palloni (sono 7 alla fine, macchiolina su una gara splendida), con la tripla del nuovo sorpasso (77-75). Chiacig mette il 35° punto (77-77) ma non può niente quando Manu sbuca dal nulla e prende il rimbalzo offensivo, sull'errore di Jaric, che dà la possibilità ai bolognesi di gestire l'ultima azione fino allo scadere del cronometro. Rigaudeau, a 4" dalla sirena, dall'angolo sinistro, segna il canestro della vittoria (decisivo Antoine, segna la tripla del meno 3, il canestro del 69-69, e nel supplementare, la sospensione decisiva, 7 dei suoi 10 punti sono fondamentali). Strepitoso nella rimonta Ginobili, 28 punti con 5 su 9 da due, 5 su 10 da tre e 3 su 4 ai liberi, 10 rimbalzi, 5 recuperi, 3 assist e 32 di valutazione. Andersen segna 17 punti, cattura 13 rimbalzi per 21 di valutazione. Vince la Virtus 79-77, decima finale vinta per Messina su un totale di 14. Dopo cinque finali perse dalla Kinder, arriva la quarta finale vinta consecutiva, che va ad aggiungersi alle tre del grande slam dell'anno precedente.