MILOS TEODOSIC

nato a: Valjevo (Serbia)

il: 19/03/1987

altezza: 196

ruolo: playmaker

numero di maglia: 44

Stagioni alla Virtus: 2019/20

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

WELCOME, MILOS!

tratto da www.virtus.it - 13/07/2019

 

Virtus Pallacanestro Bologna comunica di aver raggiunto un accordo triennale con il giocatore di nazionalità serba Milos Teodosic.

Playmaker di 195 cm, in carriera ha vinto 2 Coppe di Serbia, 2 Coppe di Grecia, 2 campionati russi, 6 VTB United League, 1 Eurolega; con la Nazionale Serba ha vinto 3 medaglie d’argento.

A livello individuale, è stato premiato 2 volte miglior giocatore del Mondiale 2010 e 2014, miglior giocatore dell’Europeo 2009, miglior giocatore dell’Europeo Under 20 nel 2007, 2 volte MVP della Coppa di Grecia 2010 e 2011, MVP Eurolega 2010, FIBA Europe Player of the Year Award 2010, All-Euroleague Basketball Team 2010, 2015, 2016, VTB United League Final Four MVP 2014 e 2016, Serbian Basketball Player of the Year 2016; nel 2019 è entrato a far parte della VTB United League Hall of Fame

TEODOSIC, UN COLPO DA NON CREDERE

di Walter Fuochi - www.repubblica.it - 14/07/2019

 

"Il colpo del secolo", s’è allargato qualche sito in preda all’euforia, dandogli tratti epocali. Bum. Eppure lì siamo, perchè è un botto enorme l’arrivo di Milos Teodosic alla Virtus, per esserne nella stagione che verrà il play titolare e l’uomo immagine. Fra i 5 e i 6,5 milioni di euro (netti) per tre anni, pure sulla paga radiomercato s’è sbizzarrita: più realistica la prima, con ricchi premi e cotillons se la Vu approderà in Eurolega. Si salirà, fra parte fissa e (minima) parte mobile, poco oltre i cinque, conteggia all'indomani, per la casa Segafredo, Luca Baraldi. Strapagato, non c’è dubbio, si vedrà se più o meno il milione e otto elargito da Milano a Mike James, attuale picco del basket nostrano. Qui, sovviene il raffronto col Danilovic che riabbracciò Bologna dopo la Nba. "Per due milioni di buoni motivi", sorrise Sasha. Ventidue anni fa.

L'affare si chiude ufficialmente poco prima delle 23 di sabato, ma il rush finale vive venerdì l’atto decisivo. All’ultimo chilometro s’affacciano tre velocisti, tanto per usare una metafora cara alla Segafredo, che al Tour s’è goduta Ciccone in maglia gialla. Virtus, Cska, Maccabi. Tel Aviv non seduce Milos, ma da Mosca hanno appena sferrato l’assalto, allarmando i vertici bianconeri. Così, qui ritoccano l’offerta (più soldi, tre anni anzichè due), e là intanto si confrontano. Il grande ritorno piace più alla dirigenza che alla guida tecnica, e nella crepa di quei dubbi la Virtus s’infila con tempismo, incrociando venerdì la discesa in città del procuratore, il greco-americano Nick Lotzos. O l’accordo o la fine dei giochi. Avuto l’assenso alle condizioni volute, la Virtus ha atteso le firme per dare gli annunci, finalmente chiusa la lunga e paziente trattativa "in concorrenza col club campione d’Europa", detto pure con venature d’orgoglio.

Serbo di Valjevo, Teodosic parte dallo Zenerlik per approdare all’Olympiacos (quattro stagioni, 2007-11), poi al Cska (sei, 2011-16, un’Eurolega vinta), poi due ai Clippers. Nella Nba gioca poco, soffre di guai fisici e non inediti problemi d’ambientamento (vedi Djordjevic, toh). Deciso il ritorno in Europa, è proprio Sasha a contattarlo, suo coach in nazionale. Le prime notizie sui colloqui filtrano agli inizi di aprile, svelati da "Repubblica", con intuibili code di sorrisini diffidenti e pervicaci negazioni. Perché l’azzardo pareva davvero inosabile, su un pezzo che valeva tanto di più del ranking della squadra che lo cercava, relegata alla terza coppa in Europa e fuori dai playoff in Italia. Così, intanto che continuava a tessere la tela, la Virtus virava pure in politica estera. Perché serviva almeno l’Eurocup, per allettare uno che voleva l’Eurolega, e a costo di una sanguinosa guerra civile poi rimarginata in una pace di comodo con i governi italiano ed europeo, la Virtus cambiò coppa. E non allentò la corte serrata che, spesa più tenacia, più voglia, più soldi d’ogni altro club (qualcuno pure evocato gratis, tanto non costa nulla), sta per consegnarle l’oggetto del desiderio.

Che avrà anche il meglio della carriera dietro le spalle, ma vanta un tale livello di qualità, inventiva registica, leadership che pure quel che gli resta del giorno rappresenta qui, dopo un quindicennio di stenti, una vertiginosa suggestione. Pur con la fisima di una Nba solo sfiorata, fanno fede per Teodosic le ultime uscite con la Serbia dei tre argenti (Olimpiadi, Mondiali, Europei), dov’è stato primattore, e non comparsa, tanto per definire la linea di confine con un’ipotesi di Chalmers 2. Certo, l’operazione ha tratti comuni, la casa Segafredo sborsa tanto per fare marketing coi grossi nomi (come già nel ciclismo, vedi prossimo arrivo di Nibali). Ma se questa è la filosofia di Massimo Zanetti, ossia di chi paga l’olio, si potrà pure dibatterne, ma non si casca così male ad accettarla.