STAGIONE 1963/64

Borghetti, Calebotta, Bonetto, Zuccheri, Alesini, Rossi

Pellanera, A. Giomo, Lombardi, Tesoro

(foto tratta da Il Mito della V Nera)

Knorr  Bologna

Serie A: 3a classificata su 14 squadre (23-26)

 

FORMAZIONE
Antonio Calebotta (cap.)
Mario Alesini
Justo Bonetto
Giorgio Borghetti
Augusto Giomo
Gianfranco Lombardi
Corrado Pellanera
Santo Rossi
Franco Tesoro
Ettore Zuccheri
Riserve: Lucio Marco Ciamaroni
Solo amichevoli: Augusto LabantiGiovanni Dondi Dall'OrologioGiorgio BonagaStefano Bonaga, Roberto Gessi (in prestito dalla Fortitudo Bologna), Mario Nanetti, Sandro Spinetti (in prestito dalla Stella Azzurra Roma)
 
Allenatore: Mario Alesini

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

CALCIO E BASKET A BRACCETTO

di Ezio Liporesi
 

Nella 1963-64, si torna a sentire profumo di scudetto, ma è un’annata particolare ed entusiasmante per la Bologna sportiva. La squadra di calcio insegue uno scudetto che manca da 23 anni, ma la Virtus non è da meno e rivuole quel titolo che le sfugge da otto anni.

Le due squadre conducono un percorso incredibilmente parallelo, la squadra di calcio sfida le due compagini milanesi, quella di pallacanestro ha anch’essa un avversario meneghino, il Simmenthal, e uno che si trova a meno di 50 km da Milano, l’Ignis Varese.

Ci sono però anche tante altre affinità, incredibile per esempio quello che successe il primo marzo: il Bologna vinse a San Siro contro il Milan, staccandolo di 3 punti, mentre l’Inter scavalcò i cugini e rimase a due lunghezze dai rossoblù; poco dopo, al Palalido, a 2 km da S. Siro le V nere scesero in campo con Calebotta, Alesini, Bonetto, Borghetti, Augusto Giomo, Lombardi, Pellanera, Santo Rossi, Tesoro e Zuccheri.

La Virtus è sotto di 10 all’intervallo, ma rimonta fino all’81-81 al termine dei tempi regolamentari e trionfa 88-92 dopo un supplementare trascinata dai 39 punti di uno scatenato Lombardi.

Le V nere si mantengono in scia a Varese, che è ancora a punteggio pieno e la sola capace di battere finora i bianconeri, mentre le scarpette rosse con tre sconfitte, giunte nelle ultime 4 gare (le altre due a Livorno e a Varese), sono attardati. La settimana dopo, mentre in città si parla solo dello scandalo doping che ha investito la squadra di calcio, la Virtus, vincendo a Roma, appaia al comando l’Ignis battuta a Livorno.

Il 22 marzo è in programma lo scontro diretto a Bologna: i bolognesi soccombono 62-67, ma non è finita, infatti alla penultima giornata il Simmenthal batte l’Ignis e la Virtus la raggiunge al comando.

Intanto il Bologna calcio, completamento riabilitato per quanto riguarda la vicenda doping, quattro giorni dopo la morte del suo presidente Renato Dall’Ara, batte l’Inter nello spareggio di Roma e si laurea Campione d’Italia, è il 7 giugno 1964. Sei giorni dopo è in programma l’ultima giornata del campionato di basket.

Varese ha un facile impegno casalingo, le V nere affrontano al Palasport il Simmenthal e vincendo la Virtus potrebbe anche lei giocarsi uno spareggio per il tricolore.

Il palasport quel giorno era rivestito di vessilli rossoblù e bianconeri, in una città grondante d’entusiasmo per lo scudetto appena vinto dal Bologna Calcio, ma anche forse un po’ sazia e soprattutto esausta per una stagione intensissima e la Virtus uscì sconfitta di 4 punti dai milanesi, così Varese vinse il titolo e i bianconeri furono raggiunti e superati dal Simmenthal per differenza punti.

Alla Bologna del basket non bastano 23 vittorie in 26 partite, anzi finisce addirittura terza, come magra consolazione Lombardi capocannoniere del torneo.

Dado Lombardi, capocannoniere del campionato (foto tratta da Giganti del Basket)

SUCCESSE UN '64

56 anni fa le Due Torri esultarono doppio. Data storica, l’1 marzo 1964, quando i rossoblù, a San Siro, surclassano il Milan. Due chilometri più in là, al Palalido, i bianconeri battono il Simmenthal. Entrambe volano al comando, ma solo il Bologna vincerà lo scudetto…
di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 01/03/2020
 

Nella stagione 1963-64, si torna a sentire profumo di scudetto, è un’annata particolare ed entusiasmante per la Bologna sportiva. La squadra di calcio insegue uno scudetto che manca da ventitré anni, ma la Virtus non è da meno e rivuole quel titolo che le sfugge da otto anni. Le due squadre conducono un percorso incredibilmente parallelo, la squadra di calcio sfida Inter e Milan, quella di pallacanestro ha un avversario milanese, il Simmenthal, e uno che si trova a una sessantina di km da Milano, l’Ignis Varese. Ci sono però anche tante altre affinità, incredibile, per esempio, quello che successe il primo marzo. Il Bologna, dopo ventidue giornate si trovava al comando del campionato con 34 punti, seguito dal Milan a 33 e dall'Inter a 32. La Virtus, dopo dodici partite era seconda in classifica, con undici vittorie e una sola sconfitta, patita a Varese, contro l'Ignis che comandava la classifica ancora a punteggio pieno, al terzo posto il Simmenthal con due sconfitte, patite nel turno precedente a Varese e alla decima giornata a Livorno, entrambe di un solo punto. Il calendario propose per quella domenica una singolare coincidenza: Il Bologna per la ventitreesima giornata, sesta di ritorno, doveva recarsi a San Siro per affrontare il Milan, la Virtus era impegnata, per la tredicesima giornata, ultima di andata, sempre nel capoluogo lombardo contro il Simmenthal. Tanti tifosi bolognesi partirono alla volta di Milano, un certo numero per assistere a entrambe le gare. A San Siro il Bologna scese in campo davanti a ottantamila persone di cui quindici mila bolognesi nella sua classica formazione: Negri, Furlanis, Pavinato, Tumburus, Janich, Fogli, Perani, Bulgarelli, Nielsen, Haller, Pascutti. Dopo tre minuti traversa di Bulgarelli, ma al sesto segna il Milan con Amarildo. Al nono però pronta reazione e pareggio di Nielsen, poi al trentasettesimo sorpasso con una perla di Pascutti: 1-2 per il Bologna. Nella ripresa il favoloso centrocampo rossoblù nascose la palla al Milan (di Trapattoni, Rivera, Lodetti, Altafini...), diede un'accademica lezione di calcio e solo le grandi parate del portiere del Milan Ghezzi impedirono un punteggio più largo. I rossoblù staccarono così il Milan di tre punti mentre l’Inter scavalcò i cugini e rimase a due lunghezze dal Bologna. Poco dopo, al Palalido, a due km da S. Siro la Virtus scese in campo con Calebotta, Alesini, Bonetto, Borghetti, Augusto Giomo, Lombardi, Pellanera, Santo Rossi, Tesoro e Zuccheri. La Knorr, sotto di dieci punti all’intervallo, rimontò fino all’81-81 al termine dei tempi regolamentari, per poi trionfare 88-92 dopo un supplementare trascinata dai trentanove punti di uno scatenato Lombardi. Dado, spesso accusato di disputare grandi gare casalinghe e di nascondersi in trasferta, diede una vera e propria lezione di pallacanestro. Questo il tabellino bolognese: A. Giomo 10 Pellanera 4, Lombardi 39, Zuccheri 11, S. Rossi, Alesini 4, Tesoro, Calebotta 10, Bonetto 12, Borghetti 2. Bologna in festa, Milano allibita. Le V nere si mantennero in scia a Varese, mentre le scarpette rosse rimasero un po' distaccate con tre sconfitte. Milano reagì subito nel peggiore dei modi, infatti, proprio da lì partì l'orrenda tresca del doping, con il Bologna penalizzato con l'accusa di avere somministrato sostanze ad alcuni suoi giocatori prima di un Bologna - Torino finita 4-1. Mentre Bologna era concentrata sulla vicenda che investe la squadra di calcio, la Virtus, vincendo a Roma, appaiò al comando l’Ignis battuta a Livorno. Il 22 marzo la Virtus Knorr uscì sconfitta nello scontro diretto a Bologna, 62-67, ma non era ancora finita, infatti alla penultima giornata il Simmenthal batté l’Ignis e la Virtus la raggiunse al comando. Intanto il Bologna calcio, completamento riabilitato per quanto riguarda la vicenda doping, sia moralmente, sia per i punti in classifica (fu presto chiaro che qualcuno aveva manomesso le provette), quattro giorni dopo la morte del suo presidente Renato Dall’Ara, sconfisse l’Inter nello spareggio di Roma e si laureò Campione d’Italia, era il 7 giugno 1964. Sei giorni dopo era in programma l’ultima giornata del campionato di basket. Varese ebbe la meglio in un facile impegno casalingo, la Virtus affrontò a Bologna il Simmenthal. Con una vittoria le V nere avrebbero potuto anche loro giocarsi il tricolore in uno spareggio. Il palasport quel giorno era rivestito di vessilli rossoblù e bianconeri, in una città grondante d’entusiasmo per lo scudetto appena vinto dal Bologna Calcio, ma anche forse un po’ sazia e soprattutto esausta per una stagione intensa. La squadra bolognese uscì sconfitta di quattro punti dai milanesi, così Varese vinse il titolo e i bianconeri furono raggiunti e superati dal Simmenthal per differenza punti. Alla Bologna del basket non bastarono ventitré vittorie in ventisei partite, anzi finì addirittura terza, come magra consolazione Lombardi fu il capocannoniere del torneo.

 

ANCHE LA KNORR PASSA AL "PALAZZETTO"

Contro la "Stella" 81-73

di N. C. - L'Unità - 09/03/1964

 

Come la Ignis una settimana fa, anche la Knorr, che della squadra di Borghi è tenace e diretta rivale nella lotta per lo scudetto, è passata al Palazzetto contro la Stella Azzurra. Ed anzi, ha lasciato miglior impressione, apparendo più amalgamata e più salda in difesa, e ricca, se possibile, di uomini ancora di maggiore classe: come Lombardi, questo fuoriclasse, che ha deciso praticamente la partita: come il vecchio Calebotta, come Pellanera, come Zuccheri.

È chiaro che, contro questa squadra, contro questi uomini, la Stella ha potuto fare ben poco, non ha mai potuto sognare 1'exploit clamoroso. I nero-stellati, comunque, meritano ancora una volta un elogio vivissimo per l'entusiasmo, l'ardore, la tenacia con cui si sono battuti sino all'ultimo secondo di gioco. I più bravi sono stati Marinozzi e Galliano, che hanno tentato tutto, anche l'impossibile, per fermare Lombnrdi, Chiaria, Costanzo e Fontana.

Cronaca in poche righe. Il Palazzetto è gremito, affollato forse più che per la visita dell'Ignis, domenica scorsa. I romani sono più lesti all'attacco e si trovano a condurre: al 4' il vantaggio in loro favore è di 11 a 4. Ma Lombardi si scatena e toglie loro subito ogni illusione: in meno di tre minuti, egli riporta la sua squadra in parità, sul 15-15, segnando una serie di cesti, Gli ospiti naturalmente insistono, anche senza dare lìimpressione di forzare a fondo: passano in vantaggio e, quando il tempo finisce, hanno già la vittoria in tasca: 39-26.

Equilibrio nei primi minuti della ripresa. La Stella si batte con gagliardia e, approfittando del fatto che Lombardi è rimasto in panchina, riesce a ridurre, a poco a poco, il distacco, che, al 13', è di sei punti: 62-56. A questo punto Lombardi rientra e la partita riprende la sua logica fisionomia, i suoi giusti binari.

 

VIRTUS-GIRA, UN DERBY NEL DERBY

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblu - 19/06/2020

 

Il 31 maggio 1964 la città di Bologna è tutta concentrata sull'ultima giornata del campionato di calcio, che vedrà il Bologna battere la Lazio e restare appaiato all'Inter in testa alla classifica guadagnandosi il diritto a giocare lo spareggio che poi sancirà il trionfo dei rossoblù. In quell'ultimo giorno di maggio si giocò anche il derby di basket tra la Virtus, in lotta con Varese e Milano per il titolo, e il Gira, che arriverà decimo a fine stagione. Un derby tutto particolare, perché analizzando il tabellino, si notano i grandi campioni delle V nere, ma anche una curiosità nella formazione della seconda squadra bolognese.

Virtus: Augusto "Gianni" Giomo 6, Corrado Pellanera 18, Gianfranco Lombardi 20, Ettore Zuccheri 17, Santo Rossi 4, Mario Alesini 2, Franco Tesoro, Antonio Calebotta 7, Justo Bonetto 3,  Giorgio Borghetti 4.

Gira: Franco Bertini 6, Paolo Conti 24, Mario Viscardi 2, Paolo Magnoni 12, Achille Canna 11, Romano Nardi 4, Emidio Testoni 1, Giuseppe Nannucci 2, Sandro Samoggia, Raniero "Ello" Leborroni.

Dei dieci giocatori del Gira Fides nove avevano giocato nella prima squadra Virtus: chi come Viscardi solo in amichevoli, chi in poche occasioni, come Lebboroni (2), Nannucci (1), Nardi (4) e Samoggia (4), chi qualche volta in più come Testoni (15) e Magnoni (22), chi abbastanza da farne la storia come Paolo Conti, tre stagioni, 68 partite e 830 punti segnati, nonché nazionale e chi ha indossato la V nera così a lungo da costruirne la leggenda come Achille Canna, nove stagioni, due scudetti, 190 partite, 1902 punti, azzurro e nella Hall of Fame del basket italiano; dove è inserito anche il decimo giocatore, che però la storia, oltre che in azzurro, l'ha scritta in altre piazze, a Varese e Pesaro: Bertini, che tuttavia la V nera l'ha indossata. Era il maggio 1961 e in prestito da Pesaro Bertini giocò il torneo Italia '61 a Torino. L'Idrolitina giunse terza, perdendo da Denver e OKK Belgrado, che arrivarono nell'ordine ai primi due posti, ma si lasciò dietro, battendole, Simmenthal Milano e Racing Parigi.

Tornando al derby di Bologna, la Virtus se lo aggiudicò senza troppi patemi, 81 a 62. Sotto la regia sempre sapiente di Gianni Giomo, Pellanera, Lombardi e Zuccheri fecero bottino, ma diedero la loro mano anche i "vecchi" Alesini e Calebotta, nonché i più freschi Borghetti, Bonetto e Rossi; l'unico a non portare punti alla causa fu il giovane Tesoro.

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

Nel 1964 lo scudetto si sposta di pochi chilometri e se ne va a Varese, mentre Simmentahl e Knorr si spartiscono la delusione del secondo posto, a pari merito, con 3 sconfitte contro le due dei varesini di Borghi. 2087 saranno i punti segnati (80 di media) e 1683 quelli subiti (64,7 di media), mentre c'è la parziale soddisfazione di vedere Dado Lombardi finalmente in cima alla classifica dei marcatori. Il Dado vince con 594 punti (22,8 di media).

 

Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Campionato all'ultimo respiro. Ignis, Simmenthal e Knorr piombano quasi contemporaneamente sul traguardo ed è l'Ignis a spuntarla giacché all'ultima giornata la Virtus perde in casa la sfida decisiva coi milanesi (già battuti all'andata). 23 vittorie su 26 partite danno comunque brillantezza al 3° posto. Buono l'esordio di Alesini in veste di giocatore-allenatore con Lombardi tiratore scelto del torneo. A inizio stagione Pellanera, Rossi e Zuccheri avevano partecipato all'Europeo di Wroclaw.