STAGIONE 1939/40

 

Stivani, Paganelli, Bernardi, Marinelli, Rossetti

Girotti, Dondi Dall'Orologio, Vannini

 

Virtus Bologna Sportiva

Serie A: 2a classificata su 10 squadre (13-18)

 

FORMAZIONE
Venzo Vannini (cap.)
Renato Bernardi
Pietro Bombardi
Marino Calza
Galeazzo Dondi Dall'Orologio
Gianfranco Faccioli
Gelsomino Girotti
Giancarlo Marinelli
Athos Paganelli
Lino Rossetti
 
Allenatore: Lino Rossetti

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

PALLACANESTRO ALLERGICA (AI CAMPI LOMBARDI)

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Ancora Imbattuta la palestra di S. Lucia nel campionato cestistico 1939-40. Vi cadono sia la Ginnastica Triestina campione entrante (34-30), sia il Borletti campione uscente (41-30). Ma la Virtus, affidata quest'anno alla guida di Lino Rossetti in veste di giocatore allenatore, perde lo scudetto in trasferta facendosi inopinatamente battere su tutti i campi lombardi. Particolarmente deludente la sconfitta col Guf Milano fanalino di coda (23-24) cui seguono quelle col Pirelli ed il Guf Pavia. Alla fine il secondo posto conquistato con una certa larghezza (13 vittorie su 18 incontri) soddisfa molto relativamente. E del resto con lo squadrone allineato in questa stagione (Vannini, Marinelli, Dondi, Paganelli, Girotti, Facciolli, Bernardi, Calza, Bombardi e Rossetti), le ambizioni non potevano che essere di primato. Tra le vittorie ottenute spiccano quelle di Roma (Lazio e Parioli), Venezia e Genova, insufficienti comunque a colmare il divario finale (4 punti) con la Ginn. Triestina.

NETTA VITTORIA DELLA VIRTUS SULLA GIORDANA DI GENOVA (41-19)

tratto da Il Resto del Carlino - 08/01/1940

 

La sconfitta che la Virtus aveva subito domenica scorsa a Milano ad opera del G.U.F. locale aveva patinato le file dei bianchi virtussini della convinzione che l'assalto al titolo, tanto vigorosamente portato quest'anno, fosse fallito in sul nascere. Ma fortunatamente tale stato di orgasmo è durato il soffio di un mattino in quanto una più serena considerazione ha portato la Virtus a riflettere che il campionato non era affatto terminato, e soprattutto non era ancora perduto dato - non si dimentichi - che gli attuali capolista dovranno venire a Bologna e che la loro marcia fulminante può trovare inceppamenti nella fiera e cavalleresca rivalità di tante altre compagini tagliate fuori dalla lotta per il primato, ma non per questo consegnate alla parte di comparse.

Messo l'animo in pace, i virtussini hanno affrontato la Giordana di Genova sgombrati da ogni gravame morale cosicché i genovesi - assolutamente innocenti dello scacco recentemente subito dai bolognesi - hanno fatto le spese della loro smani di pronta ripresa. E infatti la Virtus, dopo aver cancellato dalla sua strada la prima resistenza degli avversari di ieri e aver chiaramente fatto comprendere di non volere più lasciarsi sorprendere da scherzetti poco simpatici all'ultimo momento, ha passeggiato con tranquillità, mostrando ancora una volta di formare una compagine solidissima. La vera compagine - ci sia passata l'orgogliosa definizione - da scudetto.

La nuova sistemazione della Palestra di Santa Lucia, che ha notevolmente aumentata la capienza del locale in seguito ad opportuni lavori di sistemazione e di restauro non poteva avvenire sotto migliori auspici perché la Virtus ha voluto offrire ai numerosissimi sostenitori accorsi a porgerle il loro incitamento, una prova smagliante.

Gli avversari si sono difesi con onore nel primo tempo (chiuso in vantaggio dalla Virtus per 15 a 6) sospinti soprattutto dal gioco positivo di Giassetti, Mancinelli e Curcovich; ma nella ripresa come del resto dice il punteggio finale (41 a 19) hanno dovuto rinfoderare tutte le loro velleità e lasciare il passo alla pattuglia guidata da Marinelli.

Tutti i bolognesi meritano la citazione d'elogio per la tecnica e l'affiatamento dimostrati, ma sopra gli altri vanno ricordati, oltre a Mancinelli, Girotti e Dondi, prontamente rimessisis dalla leggera crisi di oscurantesimo che li aveva assaliti otto giorni or sono.

La partita, che è stata giocata con la massima cavalleria, ha avuto in Augero di Roma un direttore impeccabile e preciso.